Il futuro della struttura manageriale dell’Ipcc
Durante la prossima plenaria dell’Ipcc, in programma a Busan in Corea del Sud dall’11 al 14 ottobre prossimo, si deciderà il futuro della struttura dirigenziale del Gruppo Intergovernativo dell’Onu sul cambiamento climatico.
<p>L’Ipcc (Intergovenmental panel on climate change) in futuro potrebbe avere una <b>nuova struttura manageriale</b> formata da un comitato esecutivo con a capo un vero e proprio direttore. Lo racconta all’Ansa <b>Sergio Castellari</b>, il focal point dell’Ipcc per l’Italia, che sottolinea l’infondatezza delle notizie sulle dimissioni di Rajendra Pachauri, capo del Gruppo Intergovernativo dell’Onu.</p><p>La nuova struttura manageriale dell’Ipcc era già contenuta nelle <b>“raccomandazioni” prodotte dall’Iac</b> (Interacademy Council, collegio accademico internazionale), presentate il 30 agosto a New York in seguito alle polemiche sul Rapporto 2007 contenente le errate previsioni circa lo scioglimento dei ghiacciai in Himalaya. Si tratta di raccomandazioni prodotte dopo quattro mesi di una revisione delle procedure dell’Ipcc e che si riferiscono a processi e non a contenuti scientifici. </p><p>Castellari sottolinea che alla <b>prossima plenaria Ipcc</b>, in programma dall’11 al 14 ottobre <b>a Busan in Corea del Sud</b>, e dei 194 governi che ne fanno parte si deciderà in che modo si dovranno adottare queste “raccomandazioni”. Tra queste la più importante è quella di mantenere solo un mandato per le più alte cariche, mantenendo più a stretto contatto i tre gruppi di lavoro, che ora stanno lavorando al Quinto rapporto di valutazione (Ar5) previsto per il 2013-2014. </p><p>Come già dichiarato ad agosto dal presidente Pachauri, <b>il futuro dell’Ipcc dovrà essere discusso da tutti i governi del mondo</b>, e l’incontro di ottobre rappresenta un’utile occasione per farlo. </p><p>Fonte: Ansa (4 settembre 2010)</p><p><br /></p>
