Piano Casa. L’accordo definisce un limite del 20%

Gli ampliamenti possibili entro il limite del 20% della volumetria esistente, per immobili che non superino 1.000 mc e fino a un massimo di incremento di 200 mc. Permessi più rapidi e vincoli paesaggistici.

1 aprile 2009 Fonte: Agenzia Dire

<p>Gli ampliamenti degli immobili saranno possibili entro il limite del 20% della volumetria esistente, per immobili che non superino i 1.000 metri cubi e fino a un massimo di incremento di 200. Il tutto secondo le norme regionali, che potranno escludere aree con particolare riferimento ai beni culturali e aree di pregio ambientale e paesaggistico. E’ quanto si legge nell’intesa raggiunta tra governo e regioni (vedi <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2009/documento_edilizia.pdf">testo in pdf</a>).</p><p>Il limite di ampliamento sale al 35% nel caso di demolizioni, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell’efficienza energetica e secondo criteri di sostenibilità ambientale. Le Regioni, prevede l’intesa, si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente agli obiettivi dell’accordo stesso. Mentre entro dieci giorni dalla sottoscrizione dell’accordo il governo emanerà un decreto legge i cui contenuti saranno concordati con le regioni e il sistema delle autonomie.</p><p>L’obiettivo, si legge, è quello di semplificare alcune norme di competenza esclusiva dello Stato, al fine di rendere più rapida ed efficace l’azione amministrativa di disciplina dell’attività edilizia e introdurre forme semplificate e celeri per l’attuazione degli interventi edilizi, sempre in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale.<br />Il governo e le regioni, infine, ribadiscono la necessità assoluta del pieno rispetto della vigente disciplina in materia di rapporto di lavoro, anche per gli aspetti previdenziali e assistenziali e di sicurezza dei cantieri.<br /></p>


↑ torna in cima