Viene a galla il problema delle scorie dell’alessandrino
Un cartello di associazioni giudica illegittimo il “decreto di disattivazione” dell’impianto nucleare di Bosco Marengo. Andrebbe invece mantenuto in sicurezza fino al suo smantellamento, ma solo dopo aver trovato un deposito nazionale definitivo. Presentato ricorso al Tar del Lazio.
<p>"E’ illegittimo il “<b>decreto di disattivazione</b>” <b>dell’impianto nucleare di Bosco Marengo (Alessandria)</b> che imporrebbe un vero e proprio deposito nucleare, spudoratamente definito provvisorio, ma, in realtà, a tempo indeterminato, con ingiustificabili rischi per l’ambiente alessandrino, per i lavoratori, per le generazioni alessandrine presenti e future". <br />A dirlo è un <b>cartello di associazioni</b> (Legambiente Piemonte settore Energia, Medicina democratica, Movimento di lotta per la salute, Associazione dei comitati della Fraschetta pro natura Piemonte, Rete ambientalista della provincia di Alessandria, Progetto ambiente, Afa Amici delle ferrovie e dell’ambiente). </p><p>Nel 2008, è stato approvato dal Ministero dello sviluppo economico il decreto per lo smantellamento definitivo dell’impianto e sono iniziate le operazioni di cantierizzazione per gli interventi di smantellamento che si concluderanno entro il 2009. L’impianto nucleare di Bosco Marengo è il primo per il quale Sogin completerà il decommissioning in Italia.</p><p>"Noi pretendiamo, invece – dicono in una nota le associazioni – che l’impianto di “Fabbricazioni nucleari” sia mantenuto in sicurezza e che il suo smantellamento sia subordinato all’individuazione a norma di legge di un deposito nazionale, specificamente individuato al fine di custodire per i secoli a venire le scorie radioattive nella maggiore possibile sicurezza". <br />Bosco Marengo, sottolineano le associazioni, "deve essere bonificato dai rifiuti nucleari, trasformato in prato verde, non deve diventare sede di un deposito nucleare esposto a tempo indeterminato a malfunzionamenti, atti terroristici o incidenti, che, stante la collocazione impropria, avrebbero conseguenze particolarmente devastanti".</p><p>Le leggi vigenti (368/2003 e 239/2004) prevedono "un percorso totalmente diverso per individuare dove realizzare un deposito nucleare – spiegano – perciò il decreto di disattivazione è illegittimo". E quindi "presentiamo ricorso al Tar del Lazio contro questa autorizzazione illegittima che si colloca all’interno delle scelte del governo per rilanciare la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia".</p><p>Ricordiamo che l’impianto di Bosco Marengo, costruito da Ansaldo Meccanico nucleare e General electric, con la partecipazione divenuta poi maggioritaria di Agip Nucleare, è entrato in funzione nel 1973 e ha prodotto oltre 500 tonnellate di combustibile per centrali nucleari in Italia e all’estero. Nel 1989, l’Enea ha acquisito la proprietà dell’impianto che nel 2005 è stata trasferita a Sogin con l’obiettivo di smantellarlo.</p>
