Obiettivi energetici e climatici al 2050 secondo la Commissione Industria del Parlamento Europeo
Suggeriti nuovi obiettivi per il 2050: piani d’azione per le emergenze, maggiori interconnessioni tra gli Stati e nuovi target climatici. Riduzione delle emissioni tra il 60 e l’80%. Rinnovabili al 60% sui consumi totali.
<p>La Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia (o più brevemente Commissione Industria) del Parlamento Europeo (Industry, Research and Energy Committee ‐ ITRE) ha adottato il 21 gennaio un rapporto sul “<b>Secondo riesame strategico della politica energetica</b>”, in cui avanza una serie di raccomandazioni sulla futura politica energetica dell’UE. </p><p>La Commissione ITRE suggerisce piani d’azione per le emergenze, maggiori interconnessioni tra gli Stati Membri e nuovi obiettivi climatici da raggiungere nel 2050. Il “secondo riesame strategico della politica energetica” sarà discusso durante il Consiglio Europeo del 19‐20 marzo 2009.<br />I nuovi obiettivi climatici da raggiungere nel 2050 che gli Europarlamentari della ITRE chiedono agli Stati Membri di adottare, comprendono: una riduzione delle emissioni di gas serra del 60‐80%, un <b>miglioramento dell’efficienza energetica del 35%</b>, e l’aumento della quota di energie <b>rinnovabili al 60%</b> del consumo totale. </p><p>“Il risparmio energetico rimane il modo più efficace ed economicamente efficiente per migliorare la sicurezza energetica”, secondo la Commissione Industria, che invita gli Stati Membri e la CE ad adottare immediatamente un <b>obiettivo legalmente vincolante</b> di aumento dell’efficienza energetica di almeno il 20% nel 2020.<br />Meno convincente è la richiesta della Commissione Industria di considerare l’energia nucleare una tecnologia importante nel mix energetico dell’UE e chiede alla CE di delineare una “specifica tabelle di marcia per gli investimenti sul nucleare”. Va detto che in questi anni oltre il 50% delle risorse per ricerca e sviluppo in campo energetico sono andate alla fissione e alla fusione nucleare, a discapito delle rinnovabili e dell’efficienza energetica che sembra si vorrebbero spingere.</p>
