L’industria eolica tiene in tempo di crisi
Oggi gli occupati diretti del settore eolico superano le 108mila unità, ma secondo l’EWEA dovrebbero triplicare per il 2020. E poi c’è l’indotto.
<p>Il settore eolico potrebbe affrontare la crisi economica in controtendenza a vedere i dati sull’occupazione forniti dall’EWEA (European Wind Energy Association). In Europa le società del settore impiegano oggi circa 108.600 persone, con un incremento del 125% rispetto al 2003, quando gli addetti del settore erano poco più di 48mila.</p><p>Il Paese col maggior numero di occupati “diretti” è la Germania con 38mila unità. Seguono la Danimarca (23.500) e Spagna (20.500).</p><p>Se si considera anche tutto l’indotto, le società cioè che forniscono servizi o prestano attività connesse all’industria eolica vera e propria, i numeri aumentano considerevolmente. Per citare solo l’esempio spagnolo, a fronte di 20.500 impieghi diretti, se ne contano in totale 37.730 comprendendo anche gli occupati nei settori collaterali.</p><p>Secondo i dati Ewea, metà dei lavoratori sono impegnati nella fabbricazione delle turbine, il 30% è occupato in servizi energetici e in compagnie di ingegneristica e il restante 21% nella promozione e manutenzione dei parchi.</p><p>Secondo l’EWEA, l’occupazione legata all’energia eolica è destinata a crescere in tutta Europa, soprattutto in Italia, Francia, Irlanda e Portogallo, ma nei prossimi 3 o 4 anni anche nei Paesi dell’Europa dell’Est.</p><p>L’Ewea stima per il 2010 oltre 184mila occupati nel settore, tra diretti e indiretti, e 318mila nel 2020.</p><p>Va anche considerata la tendenza in atto in Paesi come Danimarca e Germania dove, negli ultimi tempi, c’è stato un notevole spostamento di lavoratori dai campi energetici tradizionali e dai settori industriali verso l’energia eolica.</p><p>Già oggi, secondo le statistiche Eurostat, l’occupazione nel settore eolico rappresenta circa il 7,3% di tutti i posto di lavoro nell’ industria elettrica, del gas, del vapore e dell’acqua calda.</p>
