Il Parlamento europeo approva il pacchetto 20-20-20. E’ l’inizio di una rivoluzione energetica verde?
Dopo l’approvazione di venerdì 12 dicembre del Consiglio europeo, a Strasburgo arriva un “sì” a larghissima maggioranza. Per il target sulle rinnovabili c’è molto ottimismo. Critiche sull’emission trading.
Il Parlamento europeo ha approvato ieri in via definitiva i sei provvedimenti per ridurre i gas serra del 20% al 2020, il cosiddetto “pacchetto clima-energia 20-20-20», costituito da sei provvedimenti dell’Unione Europea (vedi documentazione). Il via libera dell’Europarlamento di Strasburgo, dopo l’approvazione del Consiglio europeo di venerdì 12 dicembre, è stato dato a larghissima maggioranza. Ora manca il placet formale del Consiglio e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea.||Da domani inizierà “una vera e propria rivoluzione dell’energia verde”. A dirlo è l’europarlamentare dei Verdi Monica Frassoni, commentando soprattutto l’adozione della relazione del lussemburghese Claude Turmes sulla direttiva “energie rinnovabili”.
“Il voto di oggi, sostiene Frassoni, non è una semplice dichiarazione d’intenti, ma ha la forza di una legge e obbligherà gli Stati membri a portare la quota di energie rinnovabili al 20% del consumo energetico finale entro il 2020”.
||Il target del 20% per l’eurodeputata “rappresenta un primo passo, dato che si potrà fare meglio nel 2020 quando i costi per la tecnologia saranno diminuiti e il sistema economico ruoterà intorno alle energie rinnovabili: per quanto riguarda l’elettricità, ad esempio, passeremo dal 15% di fonti rinnovabili attuale a 35% nel 2020”. Inoltre “con i finanziamenti giusti e politiche adeguate, è possibile che si arrivi al 50% tra il 2025 e il 2030”. Insomma: “da domani questa direttiva lancerà una vera e propria rivoluzione dell’energia verde, ma – avverte Frassoni – dovrà essere accompagnata da due misure complementari importanti: quella che prevede l’aumento degli investimenti della Bei in questo settore e quella che riguarda l’elaborazione d’un piano d’azione sulle energie rinnovabili da parte della Commissione europea”.||Sulla partita “Emission Trading”, critico invece il Wwf Italia che considera questo un “accordo-compromesso inquinato dalla grande quantità di crediti di carbonio concessi dai Paesi extraeuropei”.
Il risultato raggiunto “non è certo la nuova rivoluzione industriale sbandierata quando furono presentate le proposte all’inizio dell’anno”, commenta Mariagrazia Midulla, responsabile Clima del Wwf Italia. “L’obiettivo del 20% suona bene a parole, ma è vuoto nei fatti, perché ai Paesi europei é consentito compiere circa 3/4 dei propri sforzi fuori dai confini dell’Unione europea”, che tradotto significa “che le emissioni europee saranno ridotte del solo 4-5% tra oggi e il 2020”.
Questo, ricorda Midulla, nonostante “persino il governo americano, nell’esaminare il primo periodo ‘Emission trading europeo’, aveva consigliato al Congresso di limitare l’uso dei crediti derivanti dai progetti all’estero perché maggiori sono le riduzioni domestiche, maggiori sono gli incentivi per la ricerca tecnologica e per la promozione dei cambiamenti fondamentali per le industrie coinvolte nel commercio delle emissioni”.
