Ridurre consumi energetici ed emissioni con l’Information Technology
Un report della McKinsey spiega come l’IT, uno dei settori maggiormente responsabili dell’aumento dei gas serra, può essere impiegata per la riduzione delle emissioni di CO2.
Secondo uno studio su McKinsey Quarterly, l’information technology (IT) che comprende l’utilizzo di pc portatili, i telefoni cellulari, i sistemi di telecomunicazione e i centri di raccolta dati, sarà la principale causa delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020.
Gli analisti della McKinsey hanno misurato il “carbon footprint”, cioè l’impatto delle attività umane sull’ambiente in termini di quantità di gas climalteranti prodotti per il settore dell’information technology negli anni 2006, 2007 e 2020, considerando il livello di emissioni associato all’utilizzo, alla produzione e alla distribuzione di apparecchiature per l’IT. ||Per lo studio queste tecnologie sono responsabili della produzione di 0,86 miliardi di tonnellate di CO2 (metric gigatons) l’anno, circa il 2% delle emissioni globali in atmosfera.
Considerando una forte crescita dell’utilizzo di strumenti informatici per la comunicazione, aumento dei centri di raccolta dati, anche per l’adozione di tali sistemi da parte di Cina, India e altri paesi in via di sviluppo, si prevede, entro il 2020, un aumento delle emissioni fino a 1,54 miliardi di tonnellate di CO2/anno, cioè circa il 3% delle emissioni globali in atmosfera.||Lo scenario considera però l’information technology non solo come fonte di produzione di gas ad effetto serra ma, anche come sistema capace di ridurla.
I ricercatori della McKinseyQuaterly stimano un interessante potenziale di risparmio di energia, e quindi di riduzione delle emissioni, grazie all’utilizzo dell’IT nel settore delle costruzioni, nel settore energetico, nei trasporti e nell’industria, oltre a benefici che tagliano trasversalmente tutti i comparti. I risparmi energetici collegati all’utilizzo dell’information technology in questi settori consentirebbero una riduzione di 7,8 miliardi di tonnellate di CO2 (metric gigatons) al 2020, pari al 15% delle emissioni mondiali attuali.
Nel settore manifatturiero cinese l’utilizzo di dispositivi di controllo per l’ottimizzazione degli impianti di produzione può ridurre le emissioni di 200 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno, quanta ne emette tutta l’Olanda. In termini economici questo implica un risparmio annuo di otto miliardi di euro. ||Per il settore della produzione di energia, i sensori applicati alla rete elettrica permetterebbero di monitorare e, di conseguenza, di distribuire in modo efficiente l’energia elettrica riducendo così gli sprechi. In india, dove la generazione di energia è responsabile per il 60% delle emissioni, riducendo le predite di rete del 30% si otterrebbe un risparmio in termini monetari di 9 miliardi di euro.
A livello globale, una rete più efficiente può generare 61 miliardi di euro di risparmio energetico ed evitare la produzione anche di 2,03 miliardi di tonnellate di CO2 di emissioni entro il 2020.||I sistemi di trasporto intelligente che prevedono l’utilizzo di tecnologie per una gestione efficiente della logistica permetterebbero una riduzione globale delle emissioni di 1,52 miliardi di tonnellate di CO2 l’anno.
Nel settore dell’edilizia, i sistemi informatici possono essere utilizzati per monitorare l’illuminazione, la ventilazione e il riscaldamento degli edifici. Negli Stati Uniti questi sistemi genererebbero un risparmio nelle bollette di edifici a uso commerciale pari al 30%.
Avremo sicuramente un aumento costante dei costi di produzione di energia con effetti sugli utilizzatori finali. Ciò metterà alla prova le società di IT che saranno sempre più stimolate a gestire nel miglior modo la richiesta di prodotti tecnologicamente avanzati e, di conseguenza, si svilupperà un mercato per quei sistemi informatici che permettono la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti.
Erika Negro
(Gruppo di lavoro Finanza del Kyoto Club)
