Giovanni Sartori critica la posizione del Governo su Kyoto e impegni al 2020
Sul Corriere della Sera, in prima pagina, un fondo del politologo dal titolo \"Evviva noi crepi il mondo\", parla dell\'incapacità del nostro paese di assolvere gli impegni internazionali.
Un duro attacco di Giovanni Sartori sul Corriere della Sera del 29 ottobre 2008 all’approccio del Governo sulle tematiche ambientali ed energtiche. Scrive il politologo:
“Sono arrivate le vacche magre (magrissime) ed è purtroppo tempo di «tagli», di tagli al borsellino e alle spese. I tagli nessuno li vuole (quantomeno per sé). Ma siccome sono inevitabili, avrei giurato che i primi sarebbero stati a carico dell’ecologia. Vedete come è facile essere profeti? E’ stato proprio così. Sulla salute del pianeta Terra noi facciamo da sempre gli struzzi. L’Italia ha sottoscritto a suo tempo gli accordi di Kyoto che ci imponevano di ridurre le emissioni di C02 — tra il 1990 e il 2012 — del 6.5%. Noi invece le emissioni di gas serra le abbiamo tranquillamente aumentate accumulando così un debito di circa 1,5 miliardi. Dunque, fin qui niente tagli, o meglio, siamo morosi e ci proponiamo di non pagare”.
Poi c’è la fuga dagli impegni al 2020. Sartori conclude che, sebbene di tagli ce ne sarebbero molti altri possibili, per il Governo è “più comodo non scontentare nessuno a danno del futuro dei ragazzi di oggi”.
