La IEA presenta rapporto sull’efficienza energetica dell’edilizia residenziale

L\'Agenzia Internazionale dell\'Energia presenta il rapporto “Promoting energy efficiency investments: case studies in the residential sector”. Efficienza energetica in edilizia è una delle strategie per ridurre i consumi mondiali.

22 marzo 2008

Le abitazioni, spesso energeticamente inefficienti, consumano il 40% dell’energia primaria e producono il 24% delle emissioni complessive di anidride carbonica del pianeta. Lo mette in evidenza l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) nel rapporto “Promoting energy efficiency investments: case studies in the residential sector” presentato il 20 marzo in Cina.||Lo studio si concentra sulla necessità di promuovere investimenti che migliorino l’efficienza degli edifici e sulle modalità per metterli in campo. Interventi, quelli sull’efficienza, che hanno permesso finora di evitare (politiche partite dal 1973) che il consumo energetico mondiale fosse più elevato del 56%.
Tuttavia, la IEA segnala che nonostante la provata efficacia economica dell’opportunità di ridurre i consumi energetici, una larga parte del potenziale di riduzione dei consumi degli edifici residenziali esistenti resta inesplorato.||Numerose sono le barriere responsabili di questo persistente gap nell’efficienza energetica. Tra le barriere sono considerate la bassa priorità assegnata ai temi energetici, le difficoltà nell’accesso ai capitali, la presenza di asimmetrie nell’informazione. Le barriere finanziarie, inoltre, sono decisive nell’inibire il progresso verso edifici più efficienti.
Per la IEA non esiste una singola categoria di politiche o di misure in grado di superare da sola le barriere finanziarie, ma pacchetti di politiche che cerchino di rispondere ai multipli livelli di ostacoli finanziari sembrano essere più efficaci e possono avere un maggiore impatto essendo inoltre più sostenibili”. La ricetta dell’Agenzia internazionale dell’energia per una maggiore efficienza energetica dell’edilizia residenziale suggerisce la necessità di un approccio integrato.||Nei ‘casi studio’ presi in esame, per quel che riguarda le politiche integrate, spicca il caso della Germania, un esempio del successo derivante dall’applicazione di pacchetti di misure politiche appropriate. In Germania, infatti, l’implementazione di forti ordinanze regolatorie fin dalla fine degli anni ‘70, combinate con una partnership pubblico-privato, hanno portato a una riduzione da un consumo medio annuo di 280 kWh per metro quadro del 1970 a un consumo di 180 kWh/m2 nel 2004. Altro esempio di combinazione di successo tra campagne regolatorie e di sensibilizzazione ha portato a un miglioramento generale dell’efficienza degli edifici, con quelli in regola con gli standard che sono passati dal 28% al 69% del totale.||”L’imperativo di migliorare l’efficienza è oggi più forte che mai”. Lo dice Nobuo Tanaka, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia in occasione del lancio del rapporto. “Nella strada verso un futuro energetico sostenibile – aggiunge Tanaka – le azioni nel settore edilizio possono giocare un ruolo chiave”.


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