L’editoriale di Gianni Silvestrini

Febbraio 2007

17 dicembre 2007 Fonte: KyotoClubNews

L’allarme della comunità scientifica e la presa di coscienza da parte di una crescente parte del mondo economico e istituzionale sui futuri cambiamenti climatici pongono un serio problema di funzionamento della democrazia. Com’è possibile che, a fronte dei rischi gravissimi per l’umanità e della consapevolezza della necessità di tagli radicali delle emissioni nei prossimi decenni, si assista prevalentemente a flebili risposte? La preoccupazione dell’opinione pubblica, che pure esiste, non riesce a influire efficacemente sui decisori pubblici.||È come se il pericolo venisse avvertito come troppo distante. E’ come se si ritenesse che “altri” debbano prendere le decisioni necessarie. Quanti Sindaci valutano l’impatto delle proprie scelte (pensiamo al traffico) anche dal punto di vista delle emissioni climalteranti? Quanti Governatori di Regione hanno nella loro agenda efficaci strategie di riduzione della CO2? Quanti Ministri si preoccupano delle ricadute climatiche delle norme che predispongono? Certo, ci sono delle eccezioni, ma sono per l’appunto eccezioni. I “cittadini preoccupati” devono proporre, stimolare, controllare i propri eletti.
I convegni che il Kyoto Club organizza a Roma il 14 febbraio vogliono rappresentare un’occasione di riflessione e di sollecitazione per un più incisivo impegno del Paese nei confronti della sfida ambientale infinita (nel senso che è destinata in ogni caso ad aggravarsi nel tempo).

Gianni Silvestrini, Direttore Scientifico Kyoto Club


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