Bioeconomia circolare, Bastioli: “Servono progetti integrati per rilanciare la competitività europea”

All'Assemblea annuale di SPRING la presidente del Cluster e CEO di Novamont, richiama la necessità di una politica industriale più sistemica: dalla bioeconomia possono nascere nuove filiere e sviluppo territoriale, ma servono norme coerenti e investimenti per portare le innovazioni su scala.

26 giugno 2026 Novamont

In uno scenario globale segnato da instabilità geopolitica, tensioni nelle catene di approvvigionamento e una competizione sempre più asimmetrica, l’Europa rischia un progressivo indebolimento della propria base industriale. È questo il quadro delineato da Catia Bastioli, presidente del Cluster della Bioeconomia Circolare SPRING, nella relazione di apertura dell’Assemblea annuale, evidenziando la necessità di risposte più rapide e coordinate per sostenere la competitività europea.

Secondo Bastioli, la bioeconomia circolare rappresenta una leva strategica per coniugare innovazione, sostenibilità e sviluppo economico. Tuttavia, le innovazioni bio-based continuano a essere affrontate con un approccio frammentario e con un quadro normativo non adeguato, che rischia di frenare gli investimenti anziché favorire la nascita di nuove filiere industriali e territoriali.

Per questo la presidente di SPRING ha indicato come priorità un cambio di paradigma fondato su una visione sistemica della politica industriale, con la realizzazione di progetti territoriali “Lighthouse” interconnessi, il rafforzamento dell’advocacy istituzionale e un quadro normativo europeo più coerente. L’obiettivo è accelerare il passaggio dall’innovazione alla scala industriale, trasformando la transizione ecologica in un motore di competitività, sviluppo e occupazione.

Assemblea annuale di SPRING – Relazione di apertura della Presidente Catia Bastioli (PDF)


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