FS Italiane: la sostenibilità ambientale scelta vincente per la competitività del Paese

La Presidente di FS italiane, Gioia Ghezzi, ha affrontato il tema nel suo intervento alle Assise generali di Confindustria. "Impegno nel coinvolgere attori del settore del trasporto collettivo affinché bisogni di mobilità di persone e merci, in Italia e in Europa, possano trovare quanto prima risposte concrete e sostenibili".

19 febbraio 2018 Ferrovie dello Stato

Sentiamo, come Gruppo FS Italiane, una fortissima responsabilità sul fronte della sostenibilità ambientale e nella sfida per l’azzeramento delle emissioni in atmosfera di CO2, con obiettivi nel medio e lungo termine. Ci stiamo impegnando a coinvolgere tutti gli attori del settore del trasporto collettivo affinché i bisogni di mobilità sia delle persone sia delle merci, in Italia e in Europa, possano trovare quanto prima risposte concrete e pienamente sostenibili. In questa direzione vanno azioni come l’incorporazione nel Gruppo di Anas e l’adesione al Global Compact”.

Lo ha sottolineato Gioia Ghezzi, Presidente di FS Italiane, nel corso del suo intervento al tavolo tecnico Un Paese sostenibile: investimenti, assicurazione sul futuro dell’Assise 2018 di Confindustria, tenutosi a Verona il 16 febbraio,e dedicato al tema del cambiamento climatico e alla necessità, per le imprese italiane, di avviare da subito azioni concrete per azzerare le emissioni di CO2 e gli altri gas serra.

L’Italia è uno dei Paesi in cui il cambiamento climatico sta producendo danni estremamente significativi”, ha evidenziato Gioia Ghezzi ricordando che il nostro Paese ha tutto l’interesse affinché, a livello globale, proseguano concretamente le azioni per la realizzazione degli obiettivi dell’Accordo COP 21di Parigi. Accordo con il quale 192 Paesi si sono impegnati a ridurre le proprie emissioni in misura sufficiente a contenere entro 2 gradi centigradi l’incremento della temperatura media del pianeta rispetto all’epoca pre-industriale.

Gli effetti del cambiamento climatico (prolungamento dei periodi di siccità, carenze idriche, eventi estremi di precipitazioni, onde di calore, incendi, eccetera) generano, infatti, costi sempre maggiori e la progressiva perdita di competitività delle filiere produttive e del sistema Paese nel suo complesso: maggiori costi diretti per fronteggiare le emergenze, business interruption, incremento dei premi assicurativi, oltre agli effetti più specifici nei vari settori (filiere agroalimentari, turismo, logistica, eccetera).

Il mondo industriale mondiale ha a disposizione al massimo 20/30 anni per ridurre progressivamente le emissioni in atmosfera, fino ad azzerarle completamente, e per generare tecnologie carbon negative. Se consideriamo l’entità degli interventi necessari per cambiamenti così profondi, che in taluni casi significano rivisitare completamente intere filiere produttive, il tempo a disposizione è brevissimo. Servono azioni immediate”, ha proseguito la Presidente Ghezzi illustrando le stime degli studiosi dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

Leggi il comunicato stampa di Ferrovie dello Stato italiane


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