Il solare a concentrazione, un altro pezzo della rivoluzione energetica
Greenpeace presenta a Roma al Ministro Scajola il recente rapporto \"Global CSP Outlook 2009” sul solare a concentrazione. Ingenti investimenti e crescita dell\'occupazione in una tecnologia che al 2030 potrebbe soddisfare il 7% dei fabbisogni elettrici mondiali.
<p>Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha ricevuto nella hall dell’hotel dove ha sede il G8 Energia una delegazione di Greenpeace che gli ha consegnato il rapporto “<b>Global CSP Outlook 2009</b>” sul solare a concentrazione (vedi allegato). L’incontro segue l’iniziativa degli attivisti che hanno manifestato davanti l’Hotel Excelsior con quindici specchi che proiettavano la luce riflessa del sole. <br />“Siamo soddisfatti dell’attenzione del ministro”, afferma Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace: “Il nostro messaggio è chiaro. Il solare a concentrazione è una tecnologia pronta, una soluzione efficace a portata di mano, non una bufala pericolosa come il nucleare o il carbone”.</p><p>Il solare a concentrazione (CSP) è la nuova frontiera dell’energia rinnovabile. Da questo rapporto – redatto assieme a <b>Estella</b> (European Solar Thermal Electricity Association) e <b>SolarPACES</b> – emerge che gli investimenti nel "solare a concentrazione" supereranno i 2<b>0 miliardi di euro al 2015</b> e che il settore potrà dare lavoro nel mondo a circa 90mila persone nei prossimi cinque anni. </p><p>La tecnologia si è sviluppata rapidamente negli ultimi anni ed è ora pronta a cogliere le sfide del futuro. I maggiori progetti in via di realizzazione sono in California e Spagna, che prevede di raggiungere <b>10 GW di potenza entro il 2017</b>, una cifra molto elevata. Secondo le stime di "Global CSP Outlook 2009", il solare a concentrazione potrà soddisfare, nello scenario più favorevole, il <b>7% dei consumi mondiali di elettricità al 2030 e il 25% al 2050.</b> </p><p></p><p></p>
