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Tutti pazzi per il sugher sardo

È alla base di un intonaco isolante usato da Parigi agli Usa. Merito di un’intuizione.

7 maggio 2021 Fonte: Repubblica.it

La prima dei nostri #GreenHeroes fu Daniela Ducato, che partendo dal sughero costruì Edizero, un’azienda che oggi trasforma le più svariate sostanze naturali in materiali edili. Ma al sughero è legata anche la storia di Floriano e Diego Mingarelli che, sviluppandone le potenzialità e fondendole con quelle dell’aria, hanno inventato un prodotto perfetto per riqualificare gli edifici.

La quercia da sughero è un albero che ogni dieci anni cambia corteccia, una corteccia preziosissima. Nei primi anni 80 Floriano Mingarelli, patron della Italsolventi, si convinse che il sughero dovesse esser impiegato nell’edilizia.L’imprenditore formulò così una polvere di sughero e cemento da aggiungere agli intonaci per renderli più salubri: la Diathonite. Quel prodotto, scelto per isolare i laboratori dell’Infn del Gran Sasso, aveva però dei limiti, e non sfondò sul mercato. Il salto di qualità avvenne quando il figlio Diego pensò di sostituire il cemento con la calce idraulica naturale, abbandonare il mercato dei solventi e fondare la Diasen. Con questa società hanno trasformato la Diathonite in un intonaco pronto all’uso, reso completamente sostenibile grazie a inerti di recupero come la cellulosa e il silicio amorfo. Con la sua capacità di imprigionare l’aria, la Diathonite isola termicamente e acusticamente, combatte l’umidità e assicura un elevato comfort abitativo. Tanto che è stata scelta per la riqualificazione del metrò di Parigi, di edifici storici dell’Avana, del Children’s Museum di Pittsburgh e del Data Center della Portugal Telecom.

Diasen è diventata una B-Corp che impegna 40 persone e decine di bucadori sardi nella cura delle sugherete. Diego Mingarelli è invece nella Task force B20 dedicata dal G20 alla sostenibilità. E non c’è dubbio sia uno splendido #GreenHero.


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