Diciasette associazioni ambientaliste e industriali per una rivoluzione energetica italiana

Oggi è stato presentato a Roma il documento “Una rivoluzione energetica anche in Italia”, sottoscritto congiuntamente da 17 associazioni ambientaliste e industriali. Domani verrà consegnato a deputati e senatori.

9 dicembre 2008 Fonte: Kyoto Club

Oggi a Roma, presso la sede del CIRPS a Piazza S. Pietro in Vincoli 10, è stato presentato il documento “Una rivoluzione energetica anche in Italia” (documento in allegato), sottoscritto congiuntamente da 17 organizzazioni:

  • AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali)
  • ANAB (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica)
  • ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento)
  • APER (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili)
  • ASSOLTERM (Associazione Italiana Solare Termico)
  • ASSOSOLARE (Associazione dell’Industria Solare Fotovoltaica)
  • CEAR (Consorzio Energia Alternativa per il Riscaldamento)
  • FEDERPERN (Federazione Produttori Energie Rinnovabili)
  • FIPER (Federazione Italiana Produttori di Energia da fonti Rinnovabili)
  • GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane)
  • GREENPEACE Italia
  • GSES (Gruppo per la Storia dell’Energia Solare)
  • ISES ITALIA (sezione italiana dell’International Solar Energy Society)
  • ITABIA (Associazione Italiana Biomassa)
  • KYOTO CLUB
  • LEGAMBIENTE
  • WWF Italia

||La conferenza stampa di oggi rientra nell’ambito delle iniziative contro l’approvazione dell’articolo 29 del decreto legge 185/08 che penalizza la detrazione fiscale del 55% per interventi di efficienza energetica.
Il documento congiunto domani, 11 dicembre, sarà portato all’attenzione della Camera e del Senato, in concomitanza dell’iniziativa di mobilitazione promossa da Legambiente e Assolterm, insieme ad altre organizzazione ambientaliste e industriali, tra le quali quelle firmatarie del documento stesso.
L’obiettivo è di fornire ulteriori elementi
utili alla discussione del provvedimento che avverrà in sede parlamentare venerdì prossimo, così come per dare un segnale alla vigilia della decisione dei capi di governo dell’UE sul pacchetto clima ed energia 2020.||Nel corso della conferenza stampa a più voci sono emersi diversi aspetti degni di rilevanza tra i quali quello che sottolinea come la firma al documento sia venuta sia da associazioni ambientaliste che da soggetti industriali, a conferma degli interessi ormai sempre più stretti tra ambiente ed economia.

“Questo è un segnale forte – ha detto Giuseppe Onufrio (Greenpeace Italia) – e se faremo
capire la connessione tra politiche ambientali e industriali riusciamo a stimolare scelte virtuose da
parte del Governo, a cominciare da validi sistemi di incentivazione, come quello della detrazione
fiscale del 55% per interventi di efficienza energetica. Questa azione può innescare processi
virtuosi per tutta l’economia, soprattutto di fronte alla crisi economico-finanziaria”.

Il vicepresidente di ISES ITALIA, Giovanni Battista Zorzoli, ha sottolineato che “non si tratta di fare un politica muro contro muro”. “Questo documento condiviso ha detto – vuole incitare un confronto soprattutto con le componenti governative più sensibili a queste tematiche e che già si sono fatte sentire in questi giorni.

“Facendo riferimento ai sistemi di incentivazione come il credito d’imposta è necessario fare i
calcoli con attenzione”, ha detto Leonardo Berlen (Kyoto Club). “Secondo le nostre valutazioni – ha specificato – la differenza tra entrate evitate per le casse dello Stato e benefici economici derivanti da entrate Iva, aumento della tassazione per le aziende del settore, emersione del lavoro in nero e occupazione, rende il bilancio annuale di questo provvedimento quasi a costo zero per l’erario”. “Inoltre, cambiare continuamente le carte in tavola danneggia il settore imprenditoriale
che ha già fatto piani industriali per gli anni a venire”.

Come ha dichiarato Gianni Chianetta, presidente di Assosolare, “chiediamo obiettivi sulle rinnovabili chiari e ben definiti e politiche d’incentivazione certe e stabili”. “Non dimentichiamo – ha aggiunto – che il solo comparto del fotovoltaico, secondo i dati dell’Unione Europea, nel 2030 darà lavoro a 3,7 milioni di persone nel mondo, rispetto alle 120mila attuali, di cui un migliaio in Italia”. “Dopo anni di intenso lavoro per conquistare la fiducia degli investitori verso il mercato delle rinnovabili – ha concluso – questi segnali da parte del Governo non creano certamente un clima di ottimismo”.

In questo contesto, anche la ricerca viene penalizzata e questo fa mancare l’ossigeno
all’innovazione industriale. Giuseppe Caserta (ITABIA) si è soffermato a riflettere invece sul
paradosso di un Paese come il nostro, caratterizzato da un comparto industriale solido che però non può svilupparsi senza la ricerca e una giusta policy. “Gli anni 90 sono stati gli anni d’oro per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica – ha dichiarato Caserta – da allora non si è fatto più niente e oggi un imprenditore, se non ha davanti a sé anni di sicurezza, giustamente non investe”.

Questo è dunque il momento storico in cui diventa necessario attivarsi, anche in vista degli
obiettivi di Kyoto, al 2012, e di quelli europei (al 2020). Come ribadito da Massimiliano Varriale
(WWF Italia)
e Pietro Pacchione (APER) “il pacchetto clima-energia non è un costo, ma
rappresenta una grande opportunità, con dei benefici economici diretti e indiretti” e, come ha
precisato Zorzoli, non minaccia in alcun modo le industrie. “Secondo lo studio IEFE della Bocconi, –
ha detto il Vicepresidente di ISES ITALIA – negli ultimi 10 anni l’industria siderurgica ha ridotto le
emissioni del 9%, eppure non mi risulta che sia in fallimento!”.

Documento comune – Una rivoluzione energetica anche in Italia (pdf)


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