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Iamme (capitolo 2)

Due anni fa avevamo parlato di Maria Luisa Terrenzio, titolare dell’azienda agricola Prima Bio che, insieme all’associazione NoCap dell’ingegnere camerunense Ivan Sagnet, si è sempre schierata attivamente nel contrastare la pratica del caporalato e lo sfruttamento dei migranti nelle campagne pugliesi. Con le conserve di pomodoro e la linea di prodotti Iamme coltivati nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente, questa alleanza speciale è sempre stata un faro “etico” per tutta la filiera di pomodori.

Purtroppo i cambiamenti climatici colpiscono indiscriminatamente tutti noi, anche chi si impegna per contrastarli, anche chi non se lo merita. Anche quelli “bravi”, come i nostri #GreenHeroes. La sera del 19 luglio un forte temporale si è abbattuto sulle proprietà di Prima Bio, allagando un ettaro e mezzo di terreni, devastando un milione e mezzo di piantine di broccoletti e procurando gravi danni allo stabilimento di produzione. Purtroppo l’emergenza climatica non risparmia nessuno. Nemmeno Maria Luisa, che lo scorso anno con il supporto di Ivan ha permesso a 15 ragazzi di poter emergere dal lavoro nero e ottenere un permesso di soggiorno regolare, fornendo loro un contratto legale di assunzione, un alloggio a titolo gratuito, un mezzo di trasporto, visite mediche e corsi di formazione sulla sicurezza. E nel 2021 il numero delle persone previste per la raccolta dei pomodori a marchio NoCap e Iamme e salvate dallo sfruttamento sarebbe dovuto triplicare: si prevedeva il reclutamento di cinquanta migranti.

Ma i nostri eroi non sono persone che si perdono d’animo facilmente, e per sostenere Prima Bio hanno lanciato la campagna acquisti #piùfortidiprima. E noi siamo al fianco di Maria Luisa e del suo team, sicuri che da veri #GreenHeroes si rialzeranno e torneranno, appunto, ancora più forti ed energici!


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