Nasce la Carta del biologico di Bergamo
Una transizione dall'agricoltura tradizionale a quella biologica per tutelare la biodiversità, combattere i cambiamenti climatici e favorire la sostenibilità ambientale. Queste sono alcune delle richieste, in parte accolte, avanzate da Organic Action Network Italia al G7 agricoltura di Bergamo.
"La fame nel mondo torna a crescere dopo aver segnato un costante declino da oltre 10 anni, dato che ancora oggi secondo la FAO 815 milioni di persone, l'11% della popolazione globale – in particolare bambini – si trovano in situazioni di insicurezza alimentare". Questo è l'incipit della Carta sul Biologico di Bergamo della rete Organic Action Network Italia, il progetto di coordinamento e internazionalizzazione del biologico italiano nato dal lavoro congiunto di FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, e ICE, l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero.
Il documento, nello specifico, riconosce il biologico come "il modello più avanzato e efficiente di applicazione dei principi dell’agroecologia alla produzione agricola anche nei Paesi del G7 e del mondo intero, come dimostra la crescita dell’agricoltura biologica negli ultimi 10 anni con un incremento del 57,8% per complessivi oltre 7,4 milioni di ettari".
Alla luce di questo, la rete Organic Network charter Italia chiede alla Presidenza italiana del G7 agricoltura di "inserire e sostenere la transizione al modello agricolo biologico fra le strategie messe in campo dalle politiche agricole dei Paesi per conciliare sostenibilità economica, ambientale e sociale e favorire un’economia circolare".
