Nasce la Carta del biologico di Bergamo

Una transizione dall'agricoltura tradizionale a quella biologica per tutelare la biodiversità, combattere i cambiamenti climatici e favorire la sostenibilità ambientale. Queste sono alcune delle richieste, in parte accolte, avanzate da Organic Action Network Italia al G7 agricoltura di Bergamo.

14 ottobre 2017

"La fame nel mondo torna a crescere dopo aver segnato un costante declino da oltre 10 anni, dato che ancora oggi secondo la FAO 815 milioni di persone, l'11% della popolazione globale – in particolare bambini – si trovano in situazioni di insicurezza alimentare". Questo è l'incipit della Carta sul Biologico di Bergamo della rete Organic Action Network Italia, il progetto di coordinamento e internazionalizzazione del biologico italiano nato dal lavoro congiunto di FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, e ICE, l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero.

Il documento, nello specifico, riconosce il biologico come "il modello più avanzato e efficiente di applicazione dei principi dell’agroecologia alla produzione agricola anche nei Paesi del G7 e del mondo intero, come dimostra la crescita dell’agricoltura biologica negli ultimi 10 anni con un incremento del 57,8% per complessivi oltre 7,4 milioni di ettari".

Alla luce di questo, la rete Organic Network charter Italia chiede alla Presidenza italiana del G7 agricoltura di "inserire e sostenere la transizione al modello agricolo biologico fra le strategie messe in campo dalle politiche agricole dei Paesi per conciliare sostenibilità economica, ambientale e sociale e favorire un’economia circolare".

La Carta sul biologico di Bergamo


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