Roma, “CorSÌa Preferenziale”: 159 km di interventi per rendere più competitivo il trasporto pubblico

22 settembre 2026

Più autobus nuovi non bastano se continuano a viaggiare alla stessa velocità delle auto in coda. Da questa considerazione nasce “CorSÌa Preferenziale”, la nuova campagna di Clean Cities, accompagnata dallo studio della Fondazione Mobilità in Città sul potenziale delle corsie preferenziali a Roma. 

Il rapporto analizza una rete di superficie di circa 4.710 km e oltre 367 linee autobus, individuando una forte concentrazione delle criticità in alcuni corridoi congestionati. I segmenti con velocità inferiori ai 15 km/h incidono per oltre il 65% dei tempi di percorrenza considerati nell’analisi e coinvolgono 244 linee. 

La proposta individua 159 km di corridoi sui quali intervenire progressivamente, meno del 3,4% dell’intera rete: 87 km nella prima fase, 53 nella seconda e 19 nella terza. Le misure comprendono preferenziali continue e protette, controllo telematico, priorità semaforica e interventi sui principali colli di bottiglia. 

L’obiettivo non è soltanto aumentare la velocità degli autobus, ma rendere il TPL più accessibile. Secondo lo studio, il numero di abitanti che potrebbero vivere entro cinque minuti a piedi da una corsia ad alta efficienza passerebbe da 406 mila a 773 mila, con un incremento del 90%. Entro 15 minuti di viaggio bus-piedi sarebbero raggiungibili fino a 841 poli scolastici, 630 strutture sanitarie e oltre 1.500 esercizi alimentari e commerciali. 

Ci sono anche potenziali benefici ambientali. Nel modello presentato da Clean Cities, lo scenario più ambizioso determina una riduzione delle emissioni della rete TPL stimata al 4% per gli NOx, 3,9% per il monossido di carbonio, 4,8% per gli idrocarburi e 3,2% per il particolato, grazie a una marcia più regolare e alla riduzione dello stop-and-go. 

«Una linea gialla da sola non basta», osserva Claudio Magliulo, Head of Italy Campaign di Clean Cities. La richiesta al Comune è di pubblicare rapidamente il piano annunciato sulle preferenziali, finanziarlo e partire dai nodi nei quali gli autobus perdono oggi più tempo.


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