Mobilità sostenibile ferma al 34%: servono più TPL, bici e politiche per ridurre la dipendenza dall’auto

15 settembre 2026

La mobilità degli italiani resta ancora troppo dipendente dall’automobile. Le anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, presentate durante ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, indicano che nel 2025 il 62% degli spostamenti avviene in auto, mentre il trasporto pubblico pesa appena per l’8,8%. 

Ancora più significativo il dato di lungo periodo: l’Indice di Mobilità Sostenibile è fermo al 34%, praticamente lo stesso valore del 2000. Dopo 25 anni, dunque, la quota di spostamenti effettuati a piedi, in bicicletta o con il trasporto pubblico non è aumentata in modo strutturale. 

Eppure il potenziale di cambiamento è evidente. Oltre l’80% degli spostamenti avviene entro 10 chilometri e il 27,3% dei tragitti inferiori ai 2 km viene ancora effettuato in auto. Allo stesso tempo, una parte consistente della popolazione dichiara di voler usare di più la bicicletta e i mezzi pubblici e meno l’automobile. 

I dati mostrano anche che le alternative all’auto funzionano quando sono realmente disponibili. Nelle città sopra i 250mila abitanti il trasporto pubblico raggiunge il 18,4% degli spostamenti, mentre nei piccoli Comuni scende al 4-5%. Nei capoluoghi del Nord l’offerta e la domanda di TPL risultano inoltre nettamente superiori rispetto al Mezzogiorno. 

Un capitolo riguarda anche la logistica urbana, sempre più condizionata dalla crescita dell’e-commerce. Isfort richiama soluzioni come city logistics organizzata, cargo bike, hub di distribuzione e locker automatici, con l’obiettivo di ridurre traffico, percorrenze e impatti delle consegne dell’ultimo miglio. 

Il nodo, quindi, non è soltanto modificare le abitudini individuali, ma creare le condizioni perché il cambiamento sia possibile: più trasporto pubblico, reti ciclabili continue e sicure, città a velocità ridotta, spazi pedonali, integrazione tariffaria e digitale, pianificazione attraverso i PUMS e investimenti capaci di ridurre i divari territoriali.

Le anticipazioni Isfort confermano che la transizione della mobilità richiede politiche strutturali. La domanda potenziale esiste; il vero compito delle istituzioni è trasformarla in una reale alternativa alla dipendenza dall’automobile.


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