PUMS, l’Italia deve accelerare: mobilità sostenibile nei Piani, ma solo il 16% è pienamente conforme alle regole UE

12 settembre 2026

Trasporto pubblico, ciclabilità, mobilità pedonale e condivisa sono ormai ampiamente entrati nella pianificazione delle città italiane, ma i PUMS devono ancora compiere un salto di qualità. Il rapporto del MIT sui 50 nodi urbani della rete TEN-T rileva che soltanto 8, il 16%, rispettano contemporaneamente tutti i requisiti minimi europei. 

Se il 97,8% dei Piani comprende azioni per aumentare la quota degli spostamenti sostenibili e il 93,5% misure per la mobilità a basse o zero emissioni, rimangono forti carenze nel monitoraggio, nella logistica urbana e nel coordinamento della mobilità oltre i confini comunali. Particolarmente significativo il ritardo sul clima: solo il 34,8% dei PUMS prevede interventi per l’adattamento e la resilienza delle infrastrutture e dei servizi di mobilità rispetto a caldo estremo, alluvioni, frane e altri eventi climatici. 

La scadenza europea del 31 dicembre 2027 rappresenta quindi l’occasione per trasformare i PUMS da strumenti prevalentemente programmatici in politiche capaci di ridurre concretamente traffico ed emissioni, aumentare l’uso del trasporto pubblico e della mobilità attiva e rendere le città più resilienti alla crisi climatica.

Leggi l’approfondimento su Ambientenonsolo⁠ https://ambientenonsolo.com/pums-litalia-viaggia-ancora-lontano-dagli-standard-europei-solo-8-nodi-urbani-su-50-sono-pienamente-conformi/


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