Bioeconomia, una piattaforma nazionale per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili

Piattaforma nazionale di proposte per uscire dalla dipendenza dal fossile.

11 settembre 2026

Una dozzina di associazioni tra le più importanti del mondo ambientalista, dell’industria e della ricerca
italiana nel campo della bioeconomia ha presentato una serie di proposte a Ministeri e Regioni per
accelerare la fuoriuscita dell’Italia dalla dipendenza dal fossile. “In uno scenario di conflitti bellici e di
crisi energetica – scrivono i firmatari – chiediamo al Governo italiano e alle Regioni di intraprendere
con decisione alcune azioni per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e dalle tensioni geopolitiche che
ruotano attorno ad esse. Efficienza energetica, ricorso alle fonti rinnovabili e bioeconomia sono la
strada maestra per affrancarci da questa dipendenza.”

Le proposte sono rivolte soprattutto a superare gli ostacoli normativi che tuttora bloccano lo sviluppo
di nuovi progetti industriali e a superare lo svantaggio economico di un bioprodotto sviluppato con
tecnologie innovative, rispetto ad analoghi prodotti di origine fossile, che godono di pratiche
industriali consolidate e i cui i costi ambientali spesso non vengono contabilizzati dal mercato. “Non
c’è documento italiano o europeo che non esalti l’importanza dell‘economia circolare – aggiungono i
firmatari – e poi scopri che la normativa ti obbliga a smaltire come rifiuto speciale qualsiasi
sottoprodotto che esce da un ciclo industriale e che potrebbe essere pienamente riutilizzato”.
La piattaforma di proposte è solo un punto di partenza per sviluppare un confronto con le istituzioni e
con altri enti. Coordinata dall’associazione Chimica Verde Bionet, è stata finora siglata da
Assobioplastiche, Associazione dei Biotecnologi Italiani, AzzeroCO2, Consorzio Italiano Biogas,
Ecofuturo, Federcanapa, Itabia, Kyoto Club, Legambiente, Consorzio Re-Cord e SPRING- Cluster
italiano della Bioeconomia Circolare.

Comunicato stampa (PDF)

Piattaforma di proposte per la bioeconomia (PDF)


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