Mobilità, il parco veicolare italiano resta anziano e fortemente dipendente dai combustibili fossili
I nuovi grafici dell’Osservatorio della Mobilità Urbana Sostenibile, elaborati su dati ISTAT, restituiscono una fotografia molto chiara della mobilità stradale italiana: tra il 2021 e il 2023 aumentano le percorrenze, mentre il parco circolante resta anziano e ancora largamente dominato da benzina e soprattutto gasolio.
Nelle principali città crescono i veicoli-chilometro, cioè la quantità complessiva di strada percorsa dai veicoli. Roma passa da 24,2 a 26,7 miliardi di veicoli-chilometro, Milano da 15,9 a 16,7 miliardi, Napoli da 12,9 a 13,9 e Torino da 11,8 a 13,4 miliardi.
Aumenta anche la percorrenza media delle autovetture: a livello nazionale si passa da 10.165 chilometri per veicolo nel 2021 a 10.949 nel 2023. Tra le città considerate, i valori più elevati si registrano a Parma, Firenze e Bologna.
Il dato più significativo dal punto di vista ambientale emerge però dal confronto tra consistenza del parco e chilometri effettivamente percorsi. Nel 2023 benzina e gasolio rappresentano ciascuno il 43,3% dei veicoli circolanti, ma il diesel arriva al 58,3% dei veicoli-chilometro, contro il 25,7% della benzina.
Il peso del gasolio è particolarmente elevato nei mezzi destinati al trasporto professionale: rappresenta il 99,1% delle percorrenze dei veicoli commerciali pesanti, il 97,2% di quelle dei trattori stradali e il 91,2% di quelle di autobus e veicoli commerciali leggeri.
Questi dati mostrano quanto sia importante, per valutare l’impatto climatico e ambientale della mobilità, non limitarsi al numero di veicoli presenti nel parco, ma considerare anche quanto e come vengono utilizzati.
Un parco veicolare che invecchia
L’età media complessiva dei veicoli passa da 11,2 anni nel 2021 a 11,8 nel 2023. Solo il 20,4% dei veicoli ha fino a cinque anni, mentre il 40,5% ha tra 10 e 19 anni e il 15,7% almeno vent’anni.
Più della metà del parco italiano ha quindi almeno dieci anni.
Particolarmente elevata l’anzianità dei veicoli commerciali pesanti, tra i quali il 75,5% ha almeno dieci anni, e degli autocaravan.
Gli autobus mostrano invece un andamento diverso: la loro età media scende da 11,7 a 11,4 anni tra 2021 e 2023, segnale del rinnovo delle flotte avviato in diverse città.
La transizione delle flotte è ancora lenta
Anche la composizione per classe emissiva conferma un processo di rinnovo ancora incompleto. Nel 2023 gli Euro 6 rappresentano il 28,5% del totale dei veicoli, mentre gli Euro 5 sono il 17,6%.
Tra le autovetture gli Euro 6 raggiungono il 32,8%, ma resta consistente la presenza delle classi emissive precedenti.
Il quadro che emerge è quindi quello di un sistema di mobilità ancora caratterizzato da elevata intensità d’uso dell’auto, forte dipendenza dai combustibili fossili e lenta sostituzione dei veicoli più vecchi.
Per accelerare la decarbonizzazione dei trasporti non basta sostituire progressivamente le motorizzazioni: è necessario anche ridurre il volume complessivo del traffico motorizzato, rafforzando il trasporto pubblico, la mobilità ciclabile e pedonale e le alternative all’uso dell’auto privata.
I nuovi grafici dell’Osservatorio permettono di seguire nel tempo questi indicatori e di valutare con maggiore precisione l’effettiva evoluzione della mobilità italiana.
Fonte: elaborazioni Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile su dati ISTAT.
