Ridurre la dipendenza dall’auto significa riprogettare città e trasporti
La dipendenza dall’automobile non è inevitabile né può essere attribuita esclusivamente alle preferenze dei cittadini. Uno studio internazionale su 18 città europee e nordamericane dimostra che il ricorso all’auto è strettamente legato alla forma urbana, alla distribuzione dei servizi e alla qualità del trasporto pubblico.
I ricercatori hanno elaborato il Car Dependency Index, che confronta le opportunità raggiungibili con l’automobile e con i mezzi pubblici. Parigi e Zurigo risultano le città meno dipendenti dall’auto, mentre Roma presenta il valore medio più elevato del campione. Nella Capitale, i quartieri attraversati dalla metropolitana offrono maggiori possibilità di muoversi senza macchina, mentre nelle periferie meno servite l’auto privata diventa spesso una necessità.
L’estensione della linea C e la futura linea D potrebbero ridurre di circa 60 mila unità le automobili utilizzate ogni giorno dai pendolari romani. Ma lo studio sottolinea che non basta costruire una singola linea: occorre una rete integrata di metropolitane, tram, autobus, percorsi ciclabili e collegamenti pedonali, accompagnata da una migliore distribuzione di scuole, servizi, lavoro e commercio.
Ridurre la dipendenza automobilistica produce benefici climatici e ambientali, diminuendo emissioni, inquinamento atmosferico, rumore, congestione e consumo di spazio pubblico. Significa anche aumentare la sicurezza stradale e garantire che zone a basse emissioni, aree pedonali e limitazioni al traffico siano accompagnate da alternative accessibili e socialmente eque.
La transizione verso una mobilità a basse emissioni richiede dunque non soltanto veicoli più puliti, ma città nelle quali l’automobile non rappresenti più una scelta obbligata.
Per chi vuole approfondire: https://ambientenonsolo.com/la-dipendenza-dallauto-e-scritta-nella-forma-delle-citta-uno-studio-misura-quanto-siamo-davvero-liberi-di-muoverci-senza-macchina
