Qualità dell’aria e crisi climatica, l’OMS chiede indici orientati alla salute

17 luglio 2026

La crisi climatica sta cambiando anche le caratteristiche dell’inquinamento atmosferico. Incendi più frequenti e intensi, alte temperature e persistente dipendenza dai combustibili fossili aumentano il rischio di episodi acuti, rendendo necessario ripensare gli attuali indici di qualità dell’aria.

La roadmap dell’OMS propone il passaggio dai tradizionali Air Quality Index a strumenti basati direttamente sul rischio sanitario. I nuovi sistemi dovrebbero considerare l’esposizione simultanea a più inquinanti, le disuguaglianze ambientali e la maggiore vulnerabilità di bambini, anziani, malati cronici, lavoratori all’aperto e popolazioni esposte al traffico e alle fonti industriali.

Gli indici dovranno essere comprensibili, trasparenti e accompagnati da indicazioni concrete, differenziate in base ai destinatari. Potranno così diventare strumenti di adattamento climatico, aiutando cittadini, scuole, servizi sanitari e amministrazioni a ridurre l’esposizione durante le giornate più critiche.

L’inquinamento atmosferico resta una delle maggiori minacce mondiali per la salute: nel 2023 è stato associato a circa otto milioni di decessi e quasi tutta la popolazione globale vive in aree che non rispettano gli obiettivi indicati dall’OMS. Anche concentrazioni inferiori ai limiti di legge possono produrre conseguenze negative.

Comunicare meglio il rischio è quindi necessario, ma non sufficiente. Gli indici non devono diventare un alibi per rinviare l’azione: occorre ridurre stabilmente le emissioni, abbandonare progressivamente i combustibili fossili, diminuire il traffico motorizzato, migliorare l’efficienza energetica e tutelare gli ecosistemi.

Fonte: Ambientenonsolo


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