Mobilità attiva, la sicurezza dei ciclisti resta il punto debole della transizione

14 luglio 2026

L’Europa punta sempre più sulla bicicletta come strumento per ridurre emissioni, congestione e impatti sanitari, ma la sicurezza stradale continua a rappresentare il principale ostacolo alla diffusione della mobilità attiva. Il nuovo rapporto dell’European Transport Safety Council evidenzia che nel 2024 sono morti sulle strade dell’UE 1.926 ciclisti, pari a circa un decimo di tutte le vittime della strada, mentre oltre 33.800 hanno riportato ferite gravi.  

Secondo l’ETSC, i progressi sono troppo lenti: negli ultimi dieci anni i decessi dei ciclisti sono diminuiti solo dell’8%, ben al di sotto del ritmo necessario per conseguire gli obiettivi europei di “Vision Zero”. Per questo il rapporto chiede maggiori investimenti in reti ciclabili protette, limiti di velocità di 30 km/h nelle aree urbane condivise, intersezioni più sicure, tecnologie avanzate sui veicoli e strategie nazionali dedicate alla ciclabilità.  

La diffusione della bicicletta rappresenta una componente essenziale della decarbonizzazione dei trasporti, ma la transizione potrà dirsi realmente efficace solo se accompagnata da interventi strutturali capaci di garantire condizioni di sicurezza adeguate per tutti gli utenti vulnerabili della strada.

Fonte: ⁠Ambiente e non solo – Ciclisti più esposti sulle strade europee: sicurezza in ritardo rispetto alla transizione


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