Autovelox, stop a 850 dispositivi: regole certe senza indebolire la sicurezza stradale

12 luglio 2026

Da oggi circa 850 autovelox devono essere disattivati perché non conformi alle nuove regole sull’omologazione introdotte dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il provvedimento, atteso da oltre trent’anni, definisce finalmente una procedura uniforme per l’autorizzazione dei dispositivi di rilevazione della velocità e stabilisce l’obbligo di taratura iniziale e di verifiche annuali.

Dei circa 4.000 apparecchi presenti in Italia, 3.150 risultano riconducibili a 25 modelli successivi all’agosto 2017 e vengono considerati regolari. I dispositivi più vecchi dovranno invece essere sottoposti a nuovi test e ottenere l’omologazione prima di poter tornare in funzione.

L’Anci valuta positivamente l’introduzione di regole più chiare, ma mette in guardia dal rischio che lo spegnimento degli apparecchi venga interpretato come un allentamento dei controlli. Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona e referente Anci, sottolinea che il provvedimento non deve trasformarsi in un “via libera” agli eccessi di velocità, soprattutto in vista dell’esodo estivo. A preoccupare sono anche i 104 tutor autostradali più datati, per i quali il Ministero ha comunque annunciato la sostituzione con sistemi di nuova generazione.

Anche l’Associazione vittime incidenti stradali riconosce al decreto il merito di porre fine al caos normativo, ma richiama la necessità di mantenere al centro la tutela della vita. Gli autovelox non devono essere utilizzati per esigenze di bilancio, ma neppure delegittimati: il rispetto dei limiti di velocità resta uno degli strumenti fondamentali per prevenire incidenti gravi e mortali.

La certezza delle procedure è quindi necessaria, ma deve accompagnarsi a controlli efficaci, trasparenti e collocati nei punti più pericolosi della rete stradale. La sicurezza non può essere ridotta a una contrapposizione tra sanzioni e automobilisti: ridurre la velocità significa diminuire il rischio e la gravità degli incidenti, proteggendo in particolare pedoni, ciclisti e utenti più vulnerabili.


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