Piemonte, no al rinvio dei limiti anti-smog: la qualità dell’aria è una questione sanitaria
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La richiesta di rinviare dal 2030 al 2040 l’applicazione dei nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria apre un forte fronte critico in Piemonte e nel Bacino padano. Ambientalisti, comitati e opposizione contestano l’ipotesi avanzata dalla Regione Piemonte, insieme alle altre Regioni padane, perché il problema dell’inquinamento atmosferico non può essere trattato come una semplice scadenza amministrativa.
Legambiente Piemonte avverte che una eventuale dilazione può essere accettabile solo con un cronoprogramma molto stringente e misure alternative credibili. Altrimenti il rischio è usare le difficoltà orografiche della Pianura Padana come alibi per rinviare scelte strutturali su traffico, riscaldamento, agricoltura e industria.
Alleanza Verdi e Sinistra e il Comitato Torino Respira richiamano il nodo centrale: l’inquinamento è prima di tutto un problema sanitario. Secondo i dati citati dal Comitato e contenuti nel Piano aria regionale, nel 2030 il Pm2,5 potrebbe causare oltre 2.700 morti l’anno in Piemonte e il biossido di azoto oltre 650. Rinviare i nuovi limiti significherebbe quindi accettare più anni di esposizione a livelli nocivi di inquinamento.
Per Kyoto Club la priorità dovrebbe essere accelerare le misure di riduzione delle emissioni, a partire dalla mobilità urbana: meno traffico privato, più trasporto pubblico, ciclabilità, elettrificazione delle flotte e politiche efficaci per ridurre l’uso dei veicoli più inquinanti.
Vedi i grafici interattivi con i dati della mobilità a TORINO. https://italy.cleancitiescampaign.org/torino/torino-grafici-interattivi/
Leggi tutte le notizie su https://italy.cleancitiescampaign.org/torino
Vedi la Scheda città Mobilitaria 2025 http://italy.cleancitiescampaign.org/wp-content/uploads/2025/06/Mobilitaria2025-Torino.pdf
