Sicurezza stradale e clima: il modello delle città con meno auto
Ripensare le città riducendo la centralità dell’automobile non è soltanto una scelta per la sicurezza stradale, ma anche una strategia fondamentale per clima, salute e sostenibilità urbana. È il messaggio rilanciato dall’articolo pubblicato su Ambientenonsolo.
Le esperienze europee mostrano che città con meno traffico privato, velocità più basse e maggiore spazio dedicato a trasporto pubblico, ciclabilità e pedonalità riescono a ridurre incidenti, emissioni climalteranti e inquinamento atmosferico. Il tema della sicurezza stradale si intreccia quindi con gli obiettivi della transizione ecologica e della decarbonizzazione urbana.
L’approccio “Safe System” considera la sicurezza come una responsabilità collettiva e non esclusivamente individuale: infrastrutture, pianificazione urbana e regolazione del traffico devono essere progettate per limitare il rischio e proteggere gli utenti più vulnerabili.
In questo scenario, le “Città 30”, le strade scolastiche, la moderazione del traffico e la mobilità attiva diventano strumenti centrali di una nuova politica urbana. Ridurre la dipendenza dall’auto significa infatti anche liberare spazio pubblico, abbattere consumi energetici e costruire città più resilienti rispetto alla crisi climatica.
L’articolo sottolinea inoltre come la sicurezza non possa essere separata dalla qualità urbana: meno traffico e meno velocità significano anche più socialità, più salute e maggiore attrattività degli spazi cittadini.
