Barcellona, la Low Emission Zone riduce il NO₂ del 16%: servono però misure integrate
La Low Emission Zone (LEZ) dell’area metropolitana di Barcellona si conferma uno strumento efficace per migliorare la qualità dell’aria urbana, in particolare rispetto agli inquinanti direttamente legati al traffico veicolare.
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Atmospheric Environment e coordinato dal Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), tra il 2020 e il 2022 le concentrazioni di biossido di azoto (NO₂) sono diminuite fino al 15,8%, con riduzioni che raggiungono i 7,6 µg/m³ nelle stazioni più esposte al traffico.
Un risultato significativo, che rafforza il ruolo delle LEZ come leva concreta per la transizione verso una mobilità urbana più sostenibile. Non a caso, in Europa sono già attive oltre 360 zone a basse emissioni.
Un impatto differenziato sugli inquinanti
Diverso il quadro per il particolato atmosferico. Lo studio evidenzia infatti che le riduzioni di PM10 e PM2.5 attribuibili alla LEZ sono molto più contenute (circa 1 µg/m³) e, in alcuni casi, non statisticamente significative.
La spiegazione risiede nella natura di questi inquinanti: mentre il NO₂ è fortemente correlato al traffico urbano, le polveri sottili derivano anche da fonti secondarie e naturali, come processi chimici in atmosfera o emissioni agricole.
Una valutazione avanzata dell’impatto
Per isolare l’effetto della LEZ da fattori esterni – come la pandemia, le condizioni meteo o il rinnovo del parco veicolare – i ricercatori hanno utilizzato un modello statistico innovativo (SC-PI), costruendo uno scenario “senza LEZ” per confrontarlo con i dati reali.
Questo approccio ha consentito di attribuire con maggiore precisione i benefici osservati alla politica di limitazione del traffico.
Verso politiche più integrate
I risultati indicano chiaramente che le LEZ funzionano, ma non sono sufficienti da sole. Per raggiungere i livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sarà necessario affiancare alle restrizioni sul traffico ulteriori interventi: dal rafforzamento del trasporto pubblico alla mobilità attiva, fino alla riduzione delle emissioni in altri settori.
Barcellona offre così un caso studio rilevante anche per le città italiane, chiamate nei prossimi anni a implementare e rafforzare le proprie zone a basse emissioni.
