Bologna rilancia Città 30: approvato il piano tecnico, dal 20 aprile nuove zone a velocità ridotta
Bologna rilancia Città 30: approvato il piano tecnico, dal 20 aprile nuove zone a velocità ridotta
Bologna compie un nuovo passo avanti nelle politiche di sicurezza stradale e mobilità sostenibile con l’approvazione del Piano particolareggiato per la gestione della velocità sulle strade urbane, che riattiva il progetto “Città 30” nel rispetto della direttiva ministeriale del 1° febbraio 2024 e delle indicazioni del TAR.
Il provvedimento introduce il limite di 30 km/h su 258 km di rete stradale urbana secondaria e locale, organizzati in 47 nuove Zone 30 diffuse in tutti i quartieri, confermando al contempo le aree già esistenti. Le ordinanze attuative entreranno in vigore dal 20 aprile, accompagnate dall’adeguamento della segnaletica e da attività di informazione alla cittadinanza.
Un piano basato su evidenze tecniche e dati
Elemento qualificante del Piano è l’approccio analitico “strada per strada”. Per ogni tratto interessato è stata predisposta una scheda tecnica che documenta le condizioni che giustificano la riduzione del limite di velocità, in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale.
L’analisi ha riguardato circa 365 km di rete urbana secondaria e locale, escludendo le strade primarie, e si è basata su:
- 17 condizioni fisiche e funzionali (tra cui presenza di scuole, ospedali, attraversamenti pedonali, criticità geometriche, elevata frequentazione pedonale e ciclabile);
- dati di incidentalità (2018-2024), con particolare attenzione a morti, feriti e utenti vulnerabili;
- caratteristiche del contesto urbano (densità abitativa, servizi, attività economiche);
- modalità d’uso dello spazio pubblico (presenza di TPL, ciclisti, anziani, bambini).
Ogni scheda include inoltre obiettivi di miglioramento al 2030 e stime sugli incidenti evitabili grazie alla riduzione della velocità, oltre al bilanciamento tra diritto alla mobilità e tutela della sicurezza, della salute e dell’ambiente.
Sicurezza, salute e qualità urbana al centro
Il Piano si inserisce nel quadro degli obiettivi “Zero vittime” promossi a livello internazionale (ONU-OMS), europeo e nazionale, e coerenti con il PUMS e il PGTU del Comune.
La riduzione della velocità veicolare viene assunta come leva fondamentale per:
- diminuire incidentalità e gravità degli impatti;
- proteggere gli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti, bambini, anziani);
- migliorare la qualità dell’aria e ridurre il rumore;
- restituire spazio pubblico e vivibilità ai quartieri.
Verso la fase due: interventi fisici e riqualificazione
L’approvazione del Piano apre alla seconda fase di Città 30, che prevede interventi diffusi di moderazione del traffico e riqualificazione urbana. L’amministrazione punta a intervenire in almeno 100 punti della città con misure come:
- attraversamenti rialzati e messa in sicurezza degli incroci;
- segnaletica avanzata e illuminazione potenziata;
- dispositivi fisici di rallentamento;
- inserimento di alberature e verde urbano.
Proseguiranno inoltre il monitoraggio tramite indicatori di sicurezza e mobilità, le campagne di sensibilizzazione e i controlli della Polizia Locale.
Bologna laboratorio nazionale della mobilità sicura
Con questo Piano, Bologna consolida il proprio ruolo di città laboratorio per le politiche di moderazione della velocità in Italia, dimostrando come l’approccio tecnico, supportato da dati e analisi puntuali, possa rendere strutturale il modello Città 30.
Una scelta che unisce sicurezza, innovazione e qualità urbana, in linea con le migliori esperienze europee e con una visione di mobilità più sostenibile, equa e orientata alla salute pubblica.Bologna compie un nuovo passo avanti nelle politiche di sicurezza stradale e mobilità sostenibile con l’approvazione del Piano particolareggiato per la gestione della velocità sulle strade urbane, che riattiva il progetto “Città 30” nel rispetto della direttiva ministeriale del 1° febbraio 2024 e delle indicazioni del TAR.
Il provvedimento introduce il limite di 30 km/h su 258 km di rete stradale urbana secondaria e locale, organizzati in 47 nuove Zone 30 diffuse in tutti i quartieri, confermando al contempo le aree già esistenti. Le ordinanze attuative entreranno in vigore dal 20 aprile, accompagnate dall’adeguamento della segnaletica e da attività di informazione alla cittadinanza.
Un piano basato su evidenze tecniche e dati
Elemento qualificante del Piano è l’approccio analitico “strada per strada”. Per ogni tratto interessato è stata predisposta una scheda tecnica che documenta le condizioni che giustificano la riduzione del limite di velocità, in linea con quanto previsto dalla normativa nazionale.
L’analisi ha riguardato circa 365 km di rete urbana secondaria e locale, escludendo le strade primarie, e si è basata su:
- 17 condizioni fisiche e funzionali (tra cui presenza di scuole, ospedali, attraversamenti pedonali, criticità geometriche, elevata frequentazione pedonale e ciclabile);
- dati di incidentalità (2018-2024), con particolare attenzione a morti, feriti e utenti vulnerabili;
- caratteristiche del contesto urbano (densità abitativa, servizi, attività economiche);
- modalità d’uso dello spazio pubblico (presenza di TPL, ciclisti, anziani, bambini).
Ogni scheda include inoltre obiettivi di miglioramento al 2030 e stime sugli incidenti evitabili grazie alla riduzione della velocità, oltre al bilanciamento tra diritto alla mobilità e tutela della sicurezza, della salute e dell’ambiente.
Sicurezza, salute e qualità urbana al centro
Il Piano si inserisce nel quadro degli obiettivi “Zero vittime” promossi a livello internazionale (ONU-OMS), europeo e nazionale, e coerenti con il PUMS e il PGTU del Comune.
La riduzione della velocità veicolare viene assunta come leva fondamentale per:
- diminuire incidentalità e gravità degli impatti;
- proteggere gli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti, bambini, anziani);
- migliorare la qualità dell’aria e ridurre il rumore;
- restituire spazio pubblico e vivibilità ai quartieri.
Verso la fase due: interventi fisici e riqualificazione
L’approvazione del Piano apre alla seconda fase di Città 30, che prevede interventi diffusi di moderazione del traffico e riqualificazione urbana. L’amministrazione punta a intervenire in almeno 100 punti della città con misure come:
- attraversamenti rialzati e messa in sicurezza degli incroci;
- segnaletica avanzata e illuminazione potenziata;
- dispositivi fisici di rallentamento;
- inserimento di alberature e verde urbano.
Proseguiranno inoltre il monitoraggio tramite indicatori di sicurezza e mobilità, le campagne di sensibilizzazione e i controlli della Polizia Locale.
Bologna laboratorio nazionale della mobilità sicura
Con questo Piano, Bologna consolida il proprio ruolo di città laboratorio per le politiche di moderazione della velocità in Italia, dimostrando come l’approccio tecnico, supportato da dati e analisi puntuali, possa rendere strutturale il modello Città 30.
Una scelta che unisce sicurezza, innovazione e qualità urbana, in linea con le migliori esperienze europee e con una visione di mobilità più sostenibile, equa e orientata alla salute pubblica.
Vedi i grafici interattivi con i dati della mobilità a BOLOGNA
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