Trasporto pubblico gratuito a Milano: cosa ci dice la simulazione activity based

8 marzo 2026

Un’interessante analisi pubblicata da Datamobility esplora gli effetti potenziali dell’introduzione del trasporto pubblico locale gratuito nella città di Milano, utilizzando un modello di simulazione “activity based”, cioè fondato sui comportamenti reali di spostamento delle persone nell’arco della giornata.

Lo studio non si limita a stimare quanti utenti in più utilizzerebbero autobus, tram e metropolitana, ma analizza come cambierebbero le scelte modali, gli orari di viaggio, le destinazioni e l’organizzazione complessiva delle attività quotidiane.

Più domanda, ma non solo

La gratuità del trasporto pubblico locale genera, secondo la simulazione, un aumento significativo della domanda. Una parte degli utenti proviene dall’automobile privata, con benefici in termini di traffico e riduzione delle emissioni climalteranti. Tuttavia, una quota rilevante deriva anche da spostamenti prima effettuati a piedi o in bicicletta, oppure da nuovi viaggi generati proprio dall’assenza di costo.

Questo dato è centrale per una valutazione equilibrata: la misura può rafforzare l’accessibilità e l’inclusione sociale, ma non garantisce automaticamente una riduzione proporzionale dell’uso dell’auto privata.

Impatti su traffico ed emissioni

La simulazione evidenzia una riduzione dei chilometri percorsi in automobile e, di conseguenza, un calo delle emissioni di gas serra e degli inquinanti locali. Tuttavia, l’entità del beneficio dipende da vari fattori:

  • qualità e frequenza del servizio;
  • capacità della rete di assorbire la nuova domanda;
  • integrazione con mobilità ciclabile e pedonale;
  • politiche parallele di regolazione dell’uso dell’auto (zone a traffico limitato, sosta, tariffazione stradale).

In assenza di queste condizioni, il rischio è quello di sovraccaricare il sistema senza ottenere un cambiamento strutturale nelle abitudini di mobilità.

Sostenibilità economica e libertà di scelta

Un tema cruciale riguarda la sostenibilità finanziaria. Rendere gratuito il trasporto pubblico locale significa compensare con risorse pubbliche i mancati ricavi da bigliettazione. Questo richiede scelte chiare e trasparenti sulle priorità di spesa, per evitare di comprimere investimenti in qualità del servizio, innovazione tecnologica e rinnovo delle flotte.

Dal punto di vista di Kyoto Club la questione non è solo “gratuità sì o no”, ma quale combinazione di strumenti consenta di:

  • aumentare l’attrattività del trasporto pubblico locale;
  • garantire equità sociale;
  • ridurre le emissioni climalteranti;
  • rafforzare la competitività e la qualità urbana.

In questa prospettiva, la gratuità può essere una leva mirata (ad esempio per giovani, studenti, fasce vulnerabili o in specifiche aree), ma deve inserirsi in una strategia più ampia fondata su efficienza, integrazione modale, digitalizzazione e pianificazione urbana orientata alla prossimità.

Un laboratorio per le città italiane

Il caso milanese dimostra il valore delle simulazioni activity based come strumenti di supporto alle decisioni pubbliche. Modelli avanzati permettono di valutare ex ante gli effetti delle politiche, riducendo il rischio di scelte costose e poco efficaci.

Per le città italiane impegnate nella transizione energetica e climatica, l’obiettivo è costruire sistemi di mobilità capaci di coniugare libertà di movimento, innovazione e riduzione dell’impatto ambientale. La gratuità del trasporto pubblico locale può far parte di questo percorso, ma solo se accompagnata da una visione integrata e orientata al lungo periodo.


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