Roma in bici: il GRAB diventa un movimento cittadino per la mobilità sostenibile
Roma si è messa in moto — e questa volta, letteralmente, in bicicletta. La manifestazione a sostegno del GRAB – Grande Raccordo Anulare delle Bici ha riempito le strade di ciclisti, famiglie, comitati e associazioni che hanno sfilato insieme per chiedere una città più verde, più sicura e più accessibile.
Un fiume di persone colorate e pacifiche ha attraversato alcuni tratti del futuro anello ciclabile, simbolo di un cambiamento ormai maturo: la mobilità sostenibile non è più una battaglia di pochi, ma una richiesta condivisa da migliaia di cittadini.
L’iniziativa, sostenuta da Legambiente, Fiab, Clean Cities Campaign, Salvaiciclisti, Roma Natura e numerose reti civiche, ha mostrato un entusiasmo contagioso. Cartelli e striscioni parlavano chiaro: “Roma merita più bici e meno smog”, “Il GRAB è la nostra metropolitana verde”, “La città cambia se cambiamo corsia”.
Il progetto, lungo 50 km, non è solo un percorso cicloturistico ma un anello urbano multimodale, connesso a metro, tram e ferrovie, capace di far respirare la città e rigenerare spazi oggi soffocati dal traffico.
Nel tratto tra via di San Gregorio e l’Arco di Costantino, la sezione stradale è stata ridisegnata per restituire spazio a pedoni e ciclisti e creare un giardino lineare di oltre 2.000 m², esempio di come la mobilità possa diventare anche strumento di cura e rinaturalizzazione urbana.
Durante la giornata, i promotori hanno ricordato che il GRAB è finanziato dal Ministero delle Infrastrutture nell’ambito del sistema nazionale delle ciclovie turistiche, ma la sua forza è soprattutto civica e simbolica: un progetto costruito dal basso, che ha saputo coinvolgere cittadini, tecnici, scuole e associazioni.
La richiesta condivisa è chiara: completare l’opera entro il 2026, assicurando percorsi sicuri, continui e accessibili a tutti.
L’immagine di Roma attraversata da centinaia di bici è il segno che la transizione ecologica urbana è già cominciata. Il GRAB non è solo una pista, ma una nuova idea di città: connessa, respirabile, vivibile.
Un messaggio che risuona anche oltre il perimetro della Capitale, come invito a ripensare le infrastrutture urbane come infrastrutture di benessere: meno traffico, più spazi verdi, più tempo per vivere la città.
