COP24 a Katowice nel cuore carbonifero d’Europa
"Diciamo che negli ultimi anni, dopo Parigi, c'è stata un'accelerata dei fenomeni estremi, che hanno aumentato le nostre preoccupazioni. Siamo in una fase di accelerazione dei cambiamenti climatici, che non riguarda più solamente le generazioni future, ma anche la nostra generazione". Lo ha sostenuto Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club, ai microfoni di Radio 3 Mondo.
"Sicuramente il carbone è un osso duro, negli ultimi anni c'è stata una riduzione sia in Europa che negli USA: nel 2018 hanno chiuso 11mila MGw di centrali a carbone che non riescono a competere con le fonti rinnovabili. La Cina ha chiuso o bloccato la ricostruzione di alcune centrali. Ma è anche vero che quest'anno c'è stata una ripresa nelle ore di funzionamento delle centrali." Sono le parole di Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, ai microfoni di Radio 3 Mondo, in merito all'inizio dei lavori della 24ª Conferenza delle parti (COP24) della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici dell'ONU, che si svolge quest'anno in Plonia, a Katowice, nell'Alta Slesia – una delle zone più carbonifere d'Europa.
"La mia impressione – sostiene Silvestrini – è che il carbone sarà destianto a ridursi negli anni in maniera rapida. Ci sono delle resitenze forti sopratutto nelle zone minerarie, dove c'è una forte presenza di minatori. Ma l'elemento principale è il fatto che diventerà sempre più costoso andare avanti con il carbone – in Germania come in Polnia – visto che significa interventi da parte dello Stato per sussidiarne l'uso. Diciamo che negli ultimi anni, dopo Parigi, c'è stata un'accellerata dei femomeni estremi. Siamo in una fase di accelerazione dei cambiamenti climatici, che non riguarda più solamente le generazioni future, ma anche la nostra generazione. Siamo in una fase molto drammatica: a fronte di questo, il rapporto dell'IPCC dice sarebbe meglio non solo non superare i 2°C, ma possibilmente stere sotto il 1,5°C."
