Quale elettrificazione del trasporto merci in Italia?
Durante il convegno organizzato da Kyoto Club, Motus-E e Comitato Tecnico Scientifico di KEY, in collaborazione con Ecomondo e ZET Italia, si è fatto un focus sull’elettrificazione dei veicoli commerciali, analizzando l’attuale contesto normativo europeo e volgendo lo sguardo sull’attuazione in Italia del regolamento AFIR per le infrastrutture di ricarica.
Kyoto Club, insieme a MOTUS-E e al Gruppo ZET (Zero Emission Trucks), una piattaforma europea che mette insieme operatori, esperti, università e mondo dell’autotrasporto, ha svolto una serie di studi per approfondire la prospettiva dell’elettrificazione del trasporto merci.
Nel corso del dibattito, Anna Donati, Coordinatrice del Gruppo di Lavolo “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club, ha spiegato che “per i veicoli commerciali leggeri, questa prospettiva, nel giro di un decennio, sarà praticabile (dal lato dei costi operative). Invece – ha continuato Donati – per il trasporto merci pesante questo scenario sarà meno rapido: si pensi che per raggiungere una massa credibile (il trasporto elettrificato) il pacco batterie deve essere più robusto e questo va a scapito della capienza del mezzo. Se poi il mezzo percorre più di 400 o 600 km/h dovrà fermarsi per le ricariche e quindi le autostrade dovranno essere più attrezzate per offrire questo servizio. Tutto ciò, infine, necessita di un sistema di produzione energetica, che dovrà essere calibrato per permettere delle ricariche veloci.”.
“E questo è il motivo per cui al convegno odierno, oltre che nell’ambito delle attività di ZET, abbiamo avviato un confronto con ANAS, che gestisce una parte delle autostrade nel nostro Paese e, a breve, avvieremo un confronto anche con ASPI (Autostrade per l’Italia) che sta valutando una serie di infrastrutturazioni di ricarica verso l’elettrificaizione. A seguito del Regolamento europeo AFIR, infatti, tutte le infrastrutture italiane si dovranno adeguare al servizio dell’elettrificazione.
Si tratta, quindi, di un lavoro in corso, più facile da attuare in ambito urbano, dove i veicoli sono più piccoli e percorrono meno km/h, ma molto più complesso per il trasporto merci pesante che ha obiettivi al 2040.”, ha concluso Anna Donati.
