Possiamo vincere tutti. Ma ci vuole più coraggio

Decarbonizzazione e indipendenza energetica posso essere obiettivi credibili solo se si opera con determinazione e di esempi già ne abbiamo nel nostro Paese. Un articolo di Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club, sulla rivista L’Ecofuturo”.

24 maggio 2019

A Kyoto Club spesso ci ripetiamo – una specie di mantra – una frase di Gianni Silvestrini: “il patrimonio edilizio è lo shale gas italiano”. Shale gas nel sottosuolo italiano non ce ne è. E per fortuna, così evitiamo che appetiti fossili vogliano bucherellare anche per questo. Ma è indubbio che il rinvenimento dello shale gas in Usa e soprattutto l’innovazione tecnologica nelle tecniche di estrazione dello stesso, insieme alle note conseguenze dannose per l’ambiente, hanno consentito agli americani di rendersi indipendenti dal punto di vista energetico (dai paesi produttori di oil&gas) con ovvii effetti geopolitici. Per noi la rincorsa a quell’obiettivo – indipendenza energetica – passa invece, più virtuosamente, visto che significherà anche riduzione delle emissioni e decarbonizzazione dell’economia, per un massiccio shift nella produzione di energia dal fossile al rinnovabile, shift anche questo consentito da una straordinaria innovazione tecnologica che sta riducendo in maniera impressionante sia il costo di conversione in energia di fonti quale il sole, il vento, la geotermia a bassa entalpia, sia quello degli accumuni, le batterie.

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