Clima, Papa Francesco ai dirigenti mondiali oil and gas: “Serve una transizione energetica radicale”
Papa Francesco ha aperto l’incontro promosso dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale del Vaticano con i vertici delle compagnie oil and gas mondiali, lanciando un nuovo monito contro i rischi derivanti dal riscaldamento globale. "I nostri figli e nipoti non dovrebbero dover pagare il costo dell’irresponsabilità della nostra generazione" ha affermato il Pontefice.
"Di fronte a un’emergenza climatica, dobbiamo prendere opportuni provvedimenti, per poter evitare di commettere una grave ingiustizia nei confronti dei poveri e delle future generazioni. Dobbiamo agire responsabilmente ben considerando l’impatto delle nostre azioni nel breve e nel lungo termine". Sono le parole che il Pontefice ha pronunciato il 14 giugno di fronte ai leader e ai dirigenti delle principali compagnie del settore petrolifero e del gas naturale mondiali, che si sono riuniti presso la Casina Pio IV, in occasione dell’incontro "La Transizione energetica e la cura della casa comune" promosso dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, guidato dal cardinale Peter Turkson.
"Cari amici, il tempo stringe!" Così Bergoglio ha poi incalzato i leader delle compagnie delle fonti energetiche fossili sottolineando che "le riflessioni devono andare oltre le mere esplorazioni di che cosa possa essere fatto, e concentrarsi su che cosa occorre che venga fatto, da oggi in poi. Non possiamo permetterci il lusso di aspettare che altri si facciano avanti, o di dare la priorità a vantaggi economici a breve termine. La crisi climatica richiede da noi un’azione determinata, qui e ora e la Chiesa è pienamente impegnata a fare la sua parte".
Secondo il Vescovo di Roma la soluzione all'avanzata e all'impennata dei cambiamenti climatici è "una transizione energetica radicale, per salvare la nostra casa comune. C’è ancora speranza e rimane il tempo per evitare i peggiori impatti del cambiamento climatico, a patto che ci sia un’azione pronta e risoluta, perché sappiamo che «gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi».
