Il termometro climatico e le risposte di governi e imprese

Con quali strategie di lungo termine i governi reagiscono di fronte all'accelerazione della crisi climatica? Come si muoveranno le utility, le società dell'oil&gas e il settore dell'auto? Su QualEnergia.it il Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini, prova a fornirci alcune risposte.

18 giugno 2019 Fonte: QualEnergia.it

La primavera dell’Alaska è stata la più calda da quando si registrano le temperature, ben 2,2 °C sopra i livelli di 40 anni fa. E a giugno la Groenlandia la superficie di ghiaccio in fusione ha raggiunto livelli record.

Tutto ciò, mentre l’India è stata colpita quest’anno da 32 ondate di calore con temperature che in alcuni centri hanno superato i 50 °C.

Insomma, da ogni parte del pianeta arrivano segnali di un’accelerazione della crisi climatica.

Di fronte alla gravità della situazione, alcuni paesi definiscono obbiettivi più incisivi. Altri Governi, scettici rispetto alla gravità del cambiamento climatico, dagli Usa al Brasile, dall’Arabia Saudita alla Russia, si dimostrano timidi e inadeguati.

Ma questo 2019 ha visto soprattutto una clamorosa spinta dal basso, con scioperi per il clima e manifestazioni di centinaia di migliaia di giovani, in grado di incidere sulle istituzioni.

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