Il motore della finanza etica per sbloccare l’ascensore sociale
Fare finanza etica significa proprio essere capaci di favorire l’accesso al credito anche per quelle persone e imprese che non partono già da una situazione confortevole. Significa investire sui progetti, guardando alle persone e all’impatto sociale ed ambientale dei loro progetti e non solo alle cifre dei bilanci.
L’ascensore sociale è bloccato per tante persone, soprattutto se donne. Nella migliore delle ipotesi, funziona così male che ha bisogno, se non di essere sostituito, di un immediato riavvio.
Tanto più oggi, 8 marzo, Giornata internazionale dei diritti della donna, in cui celebriamo anche il ventiquattresimo compleanno di Banca Etica, va ribadita perciò l’urgenza di ripristinare la fluidità di quella dinamica virtuosa che ha consentito alle generazioni passate di ambire a migliorare le proprie condizioni di lavoro, di reddito e di vita nella comunità rispetto alla generazione delle nonne e dei nonni, delle madri e dei padri.
Il rallentamento dell’ascensore sociale incide ormai non solo su pochi cittadini di alcuni gruppi “meno fortunati”, bensì negativamente sulla maggioranza dei cittadini di molti Paesi; l’aumento grave delle disuguaglianze e un generale impoverimento comprimono le energie e lo sviluppo collettivo, limitano la visione di futuro.
