Ambiente, il 72% degli italiani è interessato alle tematiche della sostenibilità

Il 52% delle imprese europee ha investito in modelli produttivi sostenibili registrando aumenti in termini di fatturato ed export. Sono i dati dell'ultimo report sull'economia circolare dell’istituto Ipsos per Conou. Il rapporto è stato presentato oggi, nel corso della sesta edizione dell’EcoForum sull'economia circolare dei rifiuti di Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club.

27 giugno 2019

L'ambiente non è più un tema di nicchia, anzi, è sempre più una questione mainstream. Riscaldamento globale, economia circolare, inquinamento: sono sempre di più gli italiani consapevoli delle problematiche legate al clima e al riscaldamento globale e causate dall'attività umana.Se da una parte i temi ambientali sono "molto noti" ad una persona su cinque, dall'altra gli individui "molto consapevoli" sono aumentati costantemente del 2% all’anno tra il 2014 e il 2018.

Sono questi i dati dell'ultimo rapporto sull’economia circolare elaborato da Ipsos per Conou. Il rapporto è stato presentato oggi, nel corso della sesta edizione dell’EcoForum sull'economia circolare dei rifiuti organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e della Regione Lazio, in collaborazione con Conai e Conou.

Sul podio delle prime preoccupazioni degli italiani, secondo Ipsos, c'è anche per la prima volta l'ambiente, che si posiziona al terzo posto dopo occupazione e welfare. Circa un italiano su quattro è preoccupato per le questioni dovute ai cambiamenti climatici, all'emergenza rifiuti, all'inquinamento dell'aria. 

Il report indaga poi il parere degli italiani e la loro conoscenza sulle questioni dell' economia circolare: dalla ricerca emerge come ben il 72% degli intervistati abbia dichiarato di conoscere l’argomento, un dato percentuale in costante crescita di anno in anno. Conoscenza che si traduce in una maggiore sensibilità e cambiamenti degli stili di vita degli italiani, diventati più propensi ad adottare comportamenti virtuosi a partire dalla quotidianità: risparmio di carta, riutilizzo e riciclo degli oggetti di uso comune in plastica.

La ricerca Ipsos ha posto l’accento anche sul fattore economico, riscontrando addirittura il benestare ad una vera e propria battaglia da parte delle amministrazioni e governi nei confronti dei prodotti non sostenibili: il 30% si è dichiarato favorevole a tassare negozi e prodotti non eco-friendly (33%).  

“Aumenta il numero di cittadini attenti alla sostenibilità, che chiedono ad imprese ed istituzioni di aiutarli in tal senso – ha dichiarato Andrea Alemanno, Responsabile ricerche sostenibilità IPSOS -. L’economia circolare, è una risposta adeguata a questa domanda del cittadino-consumatore: oltre a far bene all’ambiente, aiuta il conto economico e la reputazione delle aziende, sottolineando la serietà dell’impegno intrapreso.”.

E l'economia circolare non fa bene solo all'ambiente e al clima, ma anche al portafoglio, visto che, per Ipsos, le imprese che hanno investito in modelli produttivi sostenibili (52%) sono cresciute in termini di fatturato (+58%), di export (+49%) e anche di occupazione (41%) rispetto alle organizzazioni che non l'hanno fatto (GreenItaly 2017, fonte Unioncamere). E le imprese che si tingono di verde vedono migliorata anche reputazione: il 78% delle aziende europee che ha adottato pratiche o iniziative di circular economy ha visto crescere la propria reputazione.

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