Studio Clean Cities, Zone a basse emissioni: la formula giusta
Una guida sulle LEZ (Low-Emission Zone), su come progettarle e farle funzionare in Italia. Leggi lo Studio di Clean Cities.
Oltre 300 città europee hanno una zona a basse emissioni (in inglese LEZ low-emission zone) e saranno oltre 500 nel 2025. Tra il 2030 e il 2035 quasi 30 città europee tra Paesi Bassi, Regno Unito, Francia e paesi scandinavi trasformeranno le loro zone a basse emissioni in zone a zero emissioni, di fatto impedendo alle auto inquinanti di accedere alla propria area urbana.
Questi i principali dati raccolti dalla campagna Clean Cities, nel rapporto lanciato mercoledì 20 luglio, “The development trends of low- and zero-emission zones in Europe”, disponibile online.
Nel corso dell’ultimo decennio le zone a basse emissioni sono diventate uno strumento sempre più diffuso di regolazione del traffico e riduzione degli inquinanti dell’aria, inclusi il biossido di azoto (NO2) derivato dalle emissioni di NOx, e i particolati, PM 10 e PM 2.5.
Le zone a basse emissioni hanno anche un impatto positivo sul clima. Le emissioni di gas a effetto serra sono calate nelle città che hanno implementato una LEZ: le emissioni di CO2 del settore dei trasporti a Londra si sono ridotte del 13% solo nei primi sei mesi di attività della Ultra Low-Emission Zone (ULEZ); a Milano sono crollate del 22% dopo l’introduzione di Area C.
