Rinnovabili: entro il 2050 è possibile un sistema energetico senza fonti fossili
Lo conferma un recente studio dell'università finlandese di Lappeenranta: trasformare il mix energetico mondiale, portandolo al 100% di fonti rinnovabili nel 2050, e rispettare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi è possibile. Uno scenario di questo tipo potrebbe stare in piedi solamente con una massiccia quantità di accumulo energetico.
Raggiungere il 100% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2050? È possibile. .
A sostenerlo sono i ricercatori della Lappeenranta University of Technology (LUT) in collaborazione con l’organizzazione no-profit indipendente Energy Watch Group nel report Global energy system based on 100% renewable energy.
Nello studio i ricercatori hanno spiegato in dettaglio come potrebbe funzionare un sistema energetico basato esclusivamente sulle risorse pulite, rinunciando ai combustibili fossili e anche all’utilizzo di tecnologie per catturare le emissioni di anidride carbonica, tra cui il CCS (Carbon Capture and Storage) applicato agli impianti a gas/carbone o alle bioenergie (in quest’ultimo caso si parla di BECCS: Bioenergy with Carbon Capture and Storage).
Il documento pubblicato in questi giorni compie un passo in più, perché considera uno scenario carbon-free in tutti i settori: produzione di elettricità, calore/riscaldamento, trasporti, impianti per desalinizzare l’acqua.
In pratica, è una simulazione di come potrebbe avvenire il passaggio da un mix energetico dominato dai carburanti fossili ad un altro con caratteristiche opposte, dove le rinnovabili riuscirebbero a coprire l’intero fabbisogno mondiale di energia primaria, come evidenzia la seguente coppia di grafici.
Uno scenario di questo tipo, chiariscono gli scienziati – tra gli autori principali del nuovo studio c’è Christian Breyer, uno dei massimi sostenitori dei modelli teorici per il 100% di rinnovabili – potrebbe stare in piedi solamente con una massiccia quantità di accumulo energetico (si parla di almeno 30.000 TWh di consumi elettrici e 16.000 TWh di consumi termici assicurati dall’energy storage nel 2050) e con la produzione su vasta scala di carburanti sintetici di origine rinnovabile, quindi soprattutto il biometano e l’idrogeno ricavato da elettrolizzatori alimentati da elettricità eolica-solare (qui si parla di quasi 15.000 GW di capacità installata negli impianti di fuel conversion, come gli elettrolizzatori).
Per quanto riguarda i costi, Breyer e colleghi ritengono che il valore medio LCOE (Levelized Cost of Energy) di un mix energetico totalmente rinnovabile rimarrebbe nella fascia 50-57 €/MWh al 2050, come riassume il grafico sotto.
Da notare, infine, il ruolo di primo piano assegnato dalla LUT al fotovoltaico: tra poco più di trent’anni dovrebbe contare su oltre 63.000 GW di potenza installata in tutto il mondo, mentre l’eolico si “fermerebbe” intorno a 8.000 GW.
