La comunicazione contagia, ma non è infettiva
La rete (e le Reti…) permettono anche a noi di EcoComunicazione di esservi virtualmente vicini, totalmente non infettivi, e realmente operativi, come molti di voi d’altronde: insieme al tempo, utile per mettere in fila le idee, è quello che serve per raccontarvi alcuni dei nostri progetti di comunicazione.
Non è che il mondo stesse passando di per sé un bel momento, ma certamente l'attuale pandemia ci sta facendo provare esperienze che credevamo di un altro pianeta e di altre epoche: l'impossibilità di spostarci, la paura del contagio, le frontiere chiuse, la limitazione di libertà personali, il timore di non poter essere curati, di perdere il lavoro. O talvolta, più semplicemente, il dover per forza modificare i nostri stili di vita.
Uno scenario che ci dovrebbe, comunque, far capire quanto fortunati siamo a nascere proprio in questo puntino nel mondo e proprio in questo periodo storico; in fondo la nostra esistenza è di qualche decina d'anni su due milioni e mezzo di presenza dell’uomo sulla Terra: il tempo del battito di ciglia.
Se volessimo scomodare lo Yin e lo Yang, ci spiegherebbe che dietro a una cosa negativa ce n'è sempre una positiva, se la sapremo trovare. E non molto diversamente ci direbbe l’etimologia stessa di crisi, che in greco antico significava fase decisiva di una malattia, ma anche scelta, decisione.
La cosa certa è che torneremo a darci la mano. Prima o poi, ma lo faremo.
Nel frattempo, c’è la rete (e le Reti…) che permette anche a noi di EcoComunicazione di esservi virtualmente vicini, totalmente non infettivi, e realmente operativi, come molti di voi d’altronde: insieme al tempo, utile per mettere in fila le idee, è quello che serve per raccontarvi alcuni dei nostri progetti di comunicazione
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