Energia e clima nel Consiglio d’Europa di primavera

I Capi di Stato e di Governo dei Paesi Membri dell’UE hanno confermato gli impegni ambiziosi del Consiglio Europeo di primavera dello scorso anno.

17 marzo 2008

Per quanto riguarda il tema “energia e cambiamenti climatici”, i Capi di Stato e di Governo dei Paesi Membri dell’UE hanno confermato gli impegni ambiziosi del Consiglio Europeo di primavera dello scorso anno proponendo inoltre, nelle proprie conclusioni (par. 17, pag.12), di “contribuire a un impegno accelerato e concertato ad alto livello” in supporto alla UNFCCC e al recente “Piano d’azione di Bali” per lo sviluppo di un adeguato accordo internazionale post-Kyoto.||Le proposte legislative presentate dalla Commissione Europea il 23 gennaio sono riconosciute come un valido punto di partenza per l’attuazione di tali obiettivi.
Collaborando strettamente con il Parlamento Europeo, il Consiglio intende raggiungere un accordo su un pacchetto legislativo coerente su energia e cambiamenti climatici prima della fine del 2008, in modo da consentirne l’adozione nel corso dell’attuale legislatura, e al più tardi all’inizio del 2009 (par. 18).||Riconoscendo l’EU ETS (Emissions Trading Scheme) come un elemento cardine della politica europea integrata sui cambiamenti climatici e l’energia (par. 20), il Consiglio Europeo ha espresso le proprie preoccupazioni per quei settori industriali fortemente esposti alla concorrenza internazionale, come le industrie ad alta intensità energetica, e la necessità di analizzare e dare risposta urgentemente a tale questione nell’ambito della nuova Direttiva Emissions Trading, in modo da poter prendere misure adeguate in caso di fallimento dei negoziati internazionali (par. 19).||Le conclusioni del Consiglio ricordano, inoltre, la necessità di maggiore integrazione tra le politiche sui cambiamenti climatici e quelle sulla biodiversità (par. 23), e l’importanza di raggiungere un mercato interno dell’energia perfettamente funzionante (par. 24) e l’importanza della sicurezza energetica, anche attraverso lo sviluppo della dimensione esterna della Politica Energetica Europea 2007-2009.||Nel porre le basi per una transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, sicura e sostenibile, i Capi dei Paesi dell’UE hanno sottolineato che tale transizione dovrà avvenire in modo compatibile con gli obiettivi di sostenibilità e competitività dell’UE. In tal senso sarò necessario sfruttare le sinergie esistenti con gli altri settori prioritari della strategia di Lisbona e con le altre politiche dell’UE. La Commissione, inoltre potrà esaminare in quali settori gli strumenti economici, fra cui le aliquote IVA, possano contribuire alla promozione dell’uso di materiali e prodotti che favoriscono il risparmio e l’efficienza energetica (par. 27).||Il Consiglio ha anche considerato il rapporto sulle implicazioni dei cambiamenti climatici sulla sicurezza internazionale, preparato dall’Alto Rappresentante del Consiglio dell’UE, Javier Solana, insieme alla Commissione Europea (par. 26).
Il rapporto individua sette minacce di possibili conflitti che potrebbero verificarsi in diverse regioni del mondo a causa dei cambiamenti climatici. Il messaggio del rapporto è che gli effetti negativi del riscaldamento globale colpiranno nel prossimo futuro varie parti del mondo, con le popolazioni più povere dell’Asia del Sud, del Medio Oriente, dell’Asia Centrale, dell’Africa e dell’America Latina che soffriranno maggiormente, ma con ripercussioni anche sull’Europa. Questi effetti potrebbero comprendere: ondate di migrazioni di massa, destabilizzazione di parti del mondo vitali per la sicurezza dell’Europa, carestie dovute alla perdita di terreno coltivabile, conflitti per l’accesso alle risorse idriche, naturali, energetiche e al cibo. Pertanto, l’Europa dovrà prepararsi ad agire in modo compatto per gestire queste situazioni. Il Consiglio quindi, esaminerà il rapporto e presenterà appropriate misure, al più tardi entro dicembre 2008, in particolare per intensificare la cooperazione sulla questione della sicurezza internazionale e i cambiamenti climatici con regioni e Paesi terzi.

Vedi anche il rapporto (pdf): “Cambiamenti climatici e sicurezza intrnazionale” – Documento dell’Alto Rappresentante e della Commissione europea per il Consiglio europeo (14 marzo 2008)

consiglio europeo_14mar08 (pdf)


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