Solare termodinamico, un’opportunità per l’industria italiana

Un convegno organizzato da Kyoto Club a Roma dedicato alle potenzialità della tecnologia solare termodinamica e al ruolo che potrà giocare l’industria italiana a livello internazionale. I possibili sviluppi anche nella produzione di calore a media temperatura.

15 luglio 2009 Fonte: Kyoto Club

<p>Il solare termico a concentrazione o termodinamico darà un contributo importante nello sforzo alla “decarbonizzazione” delle economie industrializzate e, con oltre due milioni di posti di lavoro al 2050, sarà uno dei settori trainanti della terza rivoluzione industriale ed energetica. L’affermazione è tratta dal recente rapporto “Global Concentrating Solar Power Outlook 09” pubblicato e redatto da Greenpeace insieme a Estela (European Solar Thermal Electricity Association) e SolarPACES.<br />Nel report si stima che, in uno scenario avanzato, il solare termodinamico potrebbe riuscire a fornire il <b>7% circa dell’elettricità mondiale al 2030</b> e il 25% al 2050, con una produzione pari a circa a 7.800 TWh (miliardi di kWh). La potenza installata potrebbero toccare, a quella data, quota 1.500 GW.</p><p>In questo ambito si pone <b>“Desertec”</b>, l’ambizioso progetto che ha l’obiettivo di produrre elettricità da diversi impianti solari termici a concentrazione solare nel deserto del Sahara con una potenza complessiva di circa 100 GW. Desertec mira a soddisfare, entro la metà del secolo, <b>il 15% della domanda elettrica europea</b> e con colossali investimenti che sfioreranno i <b>400 miliardi di euro</b>. <br />Questo grande progetto è stato l’oggetto del memorandum d’intesa firmato lo scorso 13 luglio a Monaco da 12 importanti società (Abb, Abengoa Solar, Cevital, Deutsche Bank, E.On, Hsh NordBank, Man Solar Millennium, Munich Re, M+W Zander, Rwe, Schott Solar, Siemens) con l’obiettivo di sviluppare gli aspetti tecnici, economici, politici, sociali ed ecologici dell’iniziativa.</p><p>Proprio su questi temi, il <b>Kyoto Club</b> ha deciso di organizzare per oggi, 16 luglio, a Roma, un convegno, con la presenza di rappresentanti del Governo, della ricerca e delle industrie impegnate nel settore, per fare il punto sulle prospettive del solare termodinamico per il nostro sistema di imprese, mettendo a fuoco le condizioni necessarie al coinvolgimento dell’industria italiana nell’ambito di progetti che prevedono nei prossimi anni installazioni per migliaia di megawatt.</p><p>Hanno presenziato al convegno, nel corso della mattinata, oltre 150 partecipanti, tra pubblico e stampa.</p><p>“Le risposte alle sfide climatiche ed energetiche in atto verranno solo da una sofisticata e profonda rivisitazione dell’attuale funzionamento dell’economia in grado di portare a un utilizzo molto più efficace dell’energia, a un dispiegamento di <b>milioni di punti di utilizzo delle fonti di rinnovabili</b> e anche alla realizzazione di <b>centri di generazione di potenza maggiore</b>, dell’ordine delle centinaia di MW, con fonti eoliche e solari”, ha detto <b>Gianni Silvestrini</b>, direttore scientifico del Kyoto Club.</p><p>Al momento in Italia è in vigore una tariffa incentivante per il solare termodinamico che prevede il riconoscimento <b>per 25 anni di 0,22-0,28 euro per kWh prodotto</b>, cui si aggiunge il prezzo di vendita dell’energia stessa.</p><p>Tuttavia, per Silvestrini, “questa tecnologia potrà risultare molto utile anche in applicazioni non elettriche, come la <b>produzione di calore a media temperatura</b>, la dissalazione di acqua di mare, la climatizzazione estiva”. “Considerando lo spazio importante che la produzione di calore da rinnovabili avrà nel raggiungimento degli obbiettivi europei del 2020 – valuta Silvestrini – sarebbe auspicabile che il Governo definisse uno <b>specifico schema di incentivazione</b>, al momento inesistente, per la produzione di calore a media temperatura”.</p><p>La società <b>Archimede Solar Energy del Gruppo Angelantoni</b> è tra le aziende che punta a diventare un polo di eccellenza nella produzioni di tubi ricevitori solari per questi impianti. <b>Gianluigi Angelantoni</b>, amministratore delegato del gruppo e da poco vice presidente del Kyoto Club, ritiene che il “futuro delle centrali solari termiche a concentrazione sarà principalmente nelle aree costiere della sponda sud del Mediterraneo anche per avere acqua da dissalare e da impiegare soprattutto per l’irrigazione”. Archimede Solar Energy è attualmente presente in due progetti del bando “Industria 2015”.</p><p><a href="https://www.kyotoclub.org/index.php?go=30c957">TUTTE LE PRESENTAZIONI DEI RELATORI</a> </p><p><br /></p>


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