I rischi economici per le aziende causati dalla perdita di biodiversità

Un rapporto di Pricewaterhouse Cooper illustra gli scenari economici determinati dalla perdita di biodiversità. I costi nel 2008 sono stati stimati tra i 2.000 e i 4.500 miliardi di dollari e molte aziende ne stanno già pagando le conseguenze.

25 maggio 2010

<p>La società di consulenza <b>Pricewaterhouse Coopers (PwC)</b> ha redatto un rapporto sui <b>rischi economici causati dalla perdita di biodiversità</b>. Nel rapporto si legge che non esiste un solo settore che non potrà essere influenzato dalla perdita di biodiversità e dalla crisi ambientale globale.<br /> <br />Le più grandi aziende del mondo continuano ad ignorare la minaccia rappresentata dal degrado degli ecosistemi, i cui <b>costi</b> oscillano <b>tra i 2.000 e i 4.500 miliardi di dollari</b> (dato 2008), cioè tra il 3,3 e il 7,5% del Pil globale.<br />Il documento del PwC, redatto per il <b>World Economic Forum</b> (gennaio 2010) e presentato in occasione dell’International Day for Biological Diversity (22 maggio), analizza le comunicazioni pubbliche delle cento principali aziende, segnalando che solo due tra queste hanno identificato la biodiversità come un rischio strategico. </p><p>Dallo studio, inoltre, emerge che complessivamente solo diciotto aziende si riferiscono alla biodiversità nei loro rapporti annuali, mentre tra quest’ultime, appena sei prevedono una riduzione dell’<b>impatto</b> del loro operato <b>sulla biodiversità e sugli ecosistemi</b>. Questi risultati sono piuttosto sorprendenti se si pensa che un gran numero di società appartenenti al campione di aziende analizzato operano nel settore alimentare e minerario e che quindi rischiano di essere direttamente colpite dalla crisi degli ecosistemi.</p><p>Tra gli esempi di <b>costi economici legati alla perdita di biodiversità</b>, nel rapporto vengono sottolineati quelli legati alla <b>stabilità climatica</b>. Ad esempio si stima che un aumento globale delle temperature di 4 °C potrebbe causare un declino dei rendimenti dei raccolti nel sud-est asiatico e in Africa tra il 25 e il 40%. In Australia ad esempio si è già riscontrato un crollo del reddito agricolo del 46% a causa della siccità che ha colpito il paese nel 2002-2003. <br />Viene considerata poi la <b>deforestazione</b> che è anche causa di alluvioni. Nel 1998 ha causato la distruzione di 25 milioni di ettari di raccolti in Bangladesh, Cina, India e Vietnam, per un valore di circa 23 miliardi di dollari. </p><p>Questi eventi sono fonte di <b>danni economici</b> e <b>vanno ad influenzare pesantemente la catena del valore aziendale</b>: i produttori vedono decurtarsi il loro reddito, le aziende di lavorazione subiscono interruzioni negli approvvigionamenti e un aumento dei prezzi delle materie prime, i venditori al dettaglio hanno bisogno di investire sempre più su fornitori e prodotti in base ai rischi legati alla perdita di biodiversità. </p><p>Il rapporto illustra, inoltre, quali <b>ulteriori effetti</b> ha la perdita di biodiversità sull’ambiente: siccità, allagamenti costieri, inquinamento, brutali cambiamenti di eventi meteorologici, volatilità dei prezzi alimentari, malattie croniche e infettive.</p><p><b>Jon Williams</b>, partner del PwC, ha avvisato che l’economia si trascinerà questi problemi anche sul lungo termine, se continuerà a sottovalutare i rischi associati ai danni agli ecosistemi. "Secondo le grandi aziende la costante erosione della biodiversità è il prezzo da pagare per lo sviluppo economico, ed è naturale che preferiscono ignorare i danni ambientali che provocano. D’ora in avanti le aziende devono pensare agli ecosistemi come la base delle loro attività, come una parte del loro sistema produttivo e devono apprezzare il valore che ne scaturisce", ha spiegato Williams.</p><p><br />In allegato il rapporto (pdf).</p><p><br /></p>

Biodiversity and business risk (pdf)


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