podcast: Rinnovabili. Quali opportunità per l’Italia? Radio Radicale intervista Gianni Silvestrini

Lo sviluppo delle rinnovabili rappresenta per l’industria italiana un’interessante opportunità di crescita e innovazione. Il ritorno al nucleare annunciato dal Governo potrebbe compromettere lo sviluppo della green economy nel nostro paese. Queste alcune delle riflessioni di Gianni Silvestrini a Radio Radicale.

1 settembre 2010 Fonte: Radio Radicale

<p><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/308538/il-ritorno-al-nucleare-non-serve-allitalia-e-penalizza-lo-sviluppo-della-green-economy-intervista-a-gianni">Ascolta Audio</a> (mp3 – durata 12’15’’)</p><p>A luglio sono stati pubblicati sul New York Times alcuni studi sui <b>costi e benefici del nucleare e delle rinnovabili</b> che sottolineano come la curva dei costi del solare, che tra le rinnovabili è la tecnologia più costosa, tende a decrescere nel tempo. Al contrario il costo del nucleare tende a crescere per la necessità di implementare sistemi di sicurezza sempre più adeguati. </p><p>Sui costi del nucleare è utile evitare di paragonare quelli del <b>kWh nucleare delle centrali esistenti</b> da dieci o trent’anni, che hanno ammortizzato i loro costi d’investimento, con quelli del <b>kWh di una nuova centrale nucleare</b>, che sono ovviamente più elevati. <br />Il nucleare, infatti, anche secondo un recentissimo studio del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, risulta la più cara tra le fonti di energia.<br /> <br />Lo scorso anno la <b>potenza elettrica installata da rinnovabile</b> nel mondo ha avuto un boom con percentuali incoraggianti: il 62% in Europa, il 43% negli Stati Uniti e il 33% in Cina. Questo sviluppo rappresenta per l’industria italiana un’interessante opportunità di inserimento tecnologico. Infatti, nel campo di queste tecnologie e di quelle per l’efficienza energetica ci sarà molto spazio per l’innovazione per le piccole e medie imprese italiane.</p><p>Un recente <b>studio del Gse e della Bocconi</b> dimostra che con una politica intelligente sul versante dell’industria delle rinnovabili, al momento è molto limitata, si potrebbe raggiungere un fatturato medio annuo di 5,6 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, con un’occupazione indotta di 175mila unità. <br />Questi numeri dimostrano, quindi, che nel nostro paese c’è la possibilità di dare posti di lavoro e di ritagliarsi uno spazio nella crescita della industria rinnovabile mondiale. Al contrario, puntando sull’atomo il sistema italiano dovrà pagare royalties all’estero per avere la tecnologia nucleare.<br /> <br />Sarebbe utile, da parte del Governo, predisporre un<b> piano energetico nazionale</b> che faccia <b>programmazione a lungo termine</b>. In questo periodo l’Italia è dotata di un eccesso di potenza elettrica installata e bisogna quindi chiedersi cosa accadrà quando, accanto a questa potenza già in eccesso, saranno raggiunti anche gli obiettivi obbligatori del 20% per le rinnovabili al 2020. Il nucleare a quale tecnologia toglierà spazio? <br /> <br />L’intervista di Radio Radicale a <b>Gianni Silvestrini</b>, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia.</p><p></p><p></p><p></p>


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