Il ruolo dell’industria italiana del riciclo nella roadmap verso l’Europa 2050
La filiera industriale del riciclo in Italia ha retto alla recessione e dialoga con i mercati mondiali delle materie riciclate. È quanto emerge dal volume "Il riciclo ecoefficiente. L’industria italiana del riciclo tra globalizzazione e sfide della crisi", a cura di Duccio Bianchi (Istituto di ricerche Ambiente Italia), presentato oggi a Bruxelles presso il Parlamento Europeo.
<p>Si è tenuta oggi a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, la presentazione dello studio <a href="http://www.ricicloecoefficiente.it/">"Il riciclo ecoefficiente. L’industria italiana del riciclo tra globalizzazione e sfide della crisi"</a> a cura di Duccio Bianchi, Istituto di ricerche Ambiente Italia (leggi l’Executive summary in basso).</p><p>Lo studio, giunto alla sua <b>terza edizione</b>, è stato promosso dal <b>Gruppo di Lavoro Riciclo e Recupero</b> di <b>Kyoto Club</b> e commissionato dal comparto del riciclo degli imballaggi composto da <b>CIAL, COMIECO, CONAI, RICREA, COREPLA e RILEGNO</b>. <br />Nel Rapporto "Il riciclo eco¬efficiente", Duccio Bianchi realizza una <b>fotografia della filiera industriale del riciclo in Italia</b>, che ha retto alla recessione, e dialoga con i mercati mondiali e continentali delle materie riciclate con molti punti di forza e una serie di sfide per il futuro.</p><p>A pochi mesi dalla presentazione del libro a Roma, alla presenza del Ministro all’Ambiente e alla Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini, i promotori dello studio hanno ritenuto utile sottoporre, oggi, all’attenzione e all’interesse dei Parlamentari Europei e, in particolare, ai membri delle commissioni ENVI e INTRgli interessanti contributi del lavoro che confermano il tema del riciclo come una delle opzioni strategiche fondamentali per conseguire gli obiettivi verso un’<b>economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050</b> nonché, come step intermedio, di risparmio energetico fissati al 2020 in termini di riduzione delle emissioni di gas serra, innalzamento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e risparmio energetico.</p><p><b>Il sistema italiano della raccolta differenziata e del riciclo ha retto meglio di altri alla crisi</b><br />In Italia i quantitativi di materiali recuperati attraverso la raccolta differenziata e avviati al riciclo sono rimasti su livelli sostenuti nonostante la crisi abbia fatto diminuire i consumi e la produzione complessiva dei rifiuti. In tutti i settori è cresciuto il tasso di riciclo e nei casi in cui l’industria nazionale non è stata in grado di assorbire i quantitativi di materie derivanti dal recupero, gli esuberi sono stati piazzati sul mercato internazionale che ha un ruolo sem¬pre più importante in questo ambito. </p><p><b>L’andamento del settore, materia per materia</b> <br />Vediamo ora cosa è accaduto nei vari settori merceologici che compongono l’articolato settore italiano del riciclo. L’industria siderurgica, con la crisi, ha registrato una riduzione dei quantita¬tivi assoluti riciclati. <br />Il tasso di riciclo, invece, è cresciuto enormemente passando dal 77% degli anni ante-crisi all’83% del 2009 per riassestarsi al 79% nel 2010. La produzione di alluminio primario tra il 2008 e il 2010 si è ridotta del 30%, quella di alluminio secondario soltanto del 5% mentre la raccolta differenziata e il riciclo degli imballaggi in alluminio nel biennio sono cresciuti del 20%, raggiungendo nel 2010 il riciclo record del 72,4% dell’immesso sul merca¬to. </p><p>La raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, nel 2009 e nel 2010, è continuata ad aumentare, pur in una fase di contrazione dell’immesso sul mercato, alimentando l’industria del riciclo nazionale e, in minima parte, di ambito UE. Nel caso specifico della carta, invece, la flessione dei livelli produttivi ha interessato anche il consumo delle materie seconde e un moderato incremento del tasso di riciclo, che raggiunge circa il 60%, l’80% per i soli imbal¬laggi, non è stato in grado di assorbire l’alto livello di raccolta. <br />Le raccolte sono state assorbite dalla domanda internazionale, in particolare dalla Cina. Il settore del legno e dell’arredamento è da sempre un settore caratterizzato da un consistente riciclo. Nel settore del legno sono im¬portanti sia i recuperi pre consumo che i recuperi post consumo, da imballaggi e da manufatti in legno. Particolarmente importante la raccolta degli imballaggi in legno: rispetto all’immesso al consumo, il tasso di recupero è pari nel 2010 al 62,8%, il valore più elevato finora registrato.</p><p><b>Il Belpaese, leader europeo dopo la Germania</b><br />L’Italia ha una forte filiera del riciclo e recupera 33 milioni di tonnellate di materie seconde, escludendo inerti e frazione organica. E l’industria del riciclo, in termini di quantità prodotte, è chiaramente l’industria leader europea, poco dietro alla Germania, rappresentando uno dei paesi europei con la più solida base di riciclaggio. La raccolta – e in particolare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani – ha continuato a crescere, anche in termini quantitativi, in tutti o quasi gli ambiti di raccolta post consumo, mentre ha ovviamente risentito negativa¬mente della contrazione produttiva nei settori di raccolta pre-consumo (che hanno un peso particolarmente rilevante in vari settori).</p><p><b>I vantaggi ambientali della raccolta differenziata e del riciclo</b> <br />Raccogliere i rifiuti in modo differenziato e riciclarli significa risparmiare materia, energia, acqua, evitare emissioni di sostanze tossiche e soprattutto di gas a effetto serra. Secondo lo studio, il riciclo in Italia ha permesso di evitare emissioni di CO2 pari a 53 milioni di tonnel¬late nel solo 2010. Questo rappresenta circa il 10% del totale delle emissioni di cui è responsa¬bile il nostro Paese in un anno. Questi vantaggi si mantengono anche se il riciclo non avviene in Italia ma le materie seconde sono esportate all’estero. Il trasporto incide infatti in minima parte sul processo e le emissioni dovute alle esportazioni sono comprese tra l’8% e il 21% di quelle evitate attraverso il riciclo. Lo studio svela anche che i sistemi di raccolta differenziata spinta, come ad esempio il "porta a porta" sebbene determinino più emissioni dovute al mag¬gior impiego di mezzi, permettono di aumentare e migliorare la qualità e quantità di materie riciclabili e quindi compensano quelle emissioni con i benefici ambientali del riciclo.</p><p>Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il progetto UE LIFE+ <b><a href="http://www.recoveringoil.eu">Recoil</a></b>, un progetto di Kyoto Club, in partenariato con AzzeroCO2 (Capofila), Legambiente, CONOE – Consorzio Nazionale Oli Esausti e CID Software, per la raccolta porta-a-porta degli oli esausti vegetali. </p><p><a href="http://www.ricicloecoefficiente.it/comunicatostampa.pdf">Comunicato (pdf)</a></p><p><a href="http://www.ricicloecoefficiente.it/Executive_Summary_2012_ITA.pdf">L’Italia del riciclo-Executive summary (pdf)</a></p><p> </p><p><br /></p>
