podcast-er: Rinnovabili e auto, nuova mentalità e nuove soluzioni

La crisi economica obbliga alcuni settori a rivedere strategie e modelli di business. È il caso dei comparti della produzione elettrica tradizionale e dell'industria dell’auto. I cambiamenti in atto metteranno in campo nuove soluzioni che portaranno anche benefici ambientali. L’opinione di Gianni Silvestrini a Ecoradio.

28 giugno 2013

<p><a href="audio/180613_ecoradio_silvestrini_opinione.mp3"><b>Ascolta audio</b></a> (mp3 – durata 3’38’’)</p><p>L’attuale situazione di crisi obbliga a un ripensamento delle strategie in diversi settori. Pensiamo al <strong>settore elettrico</strong>: il calo della domanda e la crescita delle rinnovabili obbligano a ripensare i piani di business delle società elettriche. Quest’anno, nel mese di maggio, in Italia il 52% della produzione elettrica nazionale è da rinnovabili. Un cambio epocale e un evento che non si verificava dal ’67 (in quel caso su scala annua, ora su scala mensile). Le società elettriche iniziano a chiedersi come poter gestire questa situazione in cui la produzione si fa sempre più decentrata e basata sulle rinnovabili. Anche se non tutte pensano di cambiare a breve il proprio business model.<p style="text-align: justify;">Un altro <strong>comparto</strong> in cui la crisi si fa sentire è quello <strong>dell’auto</strong>, che ha visto un netto calo delle vendite. Nel primo periodo dell’anno (gennaio-maggio 2013) in Europa del 7%, in Italia dell’11%. A maggio in Italia siamo tornati indietro nel tempo, alle vendite di 20 anni fa. La crisi rallenta l’acquisto delle auto, ma è soprattutto la mentalità che cambia. Prendono spazio nuove soluzioni tecnologiche e di governo della mobilità che segnano il passaggio <strong>dal possesso all’utilizzo dell’auto</strong>, al car sharing che costa meno e presenta molti vantaggi ambientali.<p style="text-align: justify;">Secondo alcune ricerche al 2020 saranno 15milioni gli europei che utilizzeranno il <strong>car sharing.</strong> Le grandi case automobilistiche stanno entrando lentamente in questo nuovo mercato, comprendendo che se non si potranno vendere automobili, allora sarà possibile vendere servizi.<p style="text-align: justify;">L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a <a href="http://www.ecoradio.it/?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Ecoradio</a>.</p>


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