Agricoltura biologica: la Commissione Agricoltura della Camera approva il Testo unico

La Commissione Agricoltura della Camera ha approvato, lo scorso 16 marzo, la proposta di legge "Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico". Si tratta di una vera e propria svolta per il settore del biologico in Italia.

21 marzo 2017

Atteso da molti anni dall’intero comparto, il Testo unico sull’agricoltura biologica è stato approvato dalla Commissione Agricoltura della Camera lo scorso 16 marzo.

Il testo, che sarà trasmesso alle commissioni competenti in sede consultiva per l’espressione del parere di competenza, ha l’obiettivo di mettere ordine e dare valore a un settore in costante crescita e sempre più in grado di rispondere alle istanze dei nuovi consumatori.
Si tratta diuna riforma che mira a uniformare le normative nazionali in materia e al contempo supportare un settore che ha “mosso” nel 2016 4,8 miliardi di euro, 1,6 dei quali legati alle esportazioni.

I deputati Pd Massimo Fiorio e Alessandra Terrosi, rispettivamente primo firmatario e relatore della proposta di legge, hanno messo in evidenza come l’obbiettivo del provvedimento sia quello di riconoscere l’agricoltura biologica “quale attività di interesse nazionale con funzioni sociali ed economiche rilevanti, capace di promuovere la sicurezza alimentare ed il benessere degli animali e ridurre le emissioni nocive”.
L’approvazione del testo di legge è stata accolta con entusiasmo da FederBio, secondo cui il provvedimento permetterà all’Italia di fare finalmente proprio il riconoscimento espresso dall’Unione europea sull’argomento. Da una decina di anni, l’Europa ha infatti preso atto delle importanti funzioni sociali della produzione biologica: la fornitura di beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, il benessere degli animali e lo sviluppo rurale, assieme all’alimentazione di un mercato che risponde alla crescente domanda mondiale di prodotti biologici.

“Esprimiamo il nostro apprezzamento in merito al fatto che una legge dello Stato definisca l’agricoltura biologica come “attività di interesse nazionale” – commenta ilPresidente di FederBio Paolo Carnemolla – “non fosse altro perché ciò costituisce il riconoscimento dell’impegno di oltre 60.000 aziende agricole che si prendono cura dell’ambiente e del territorio, senza utilizzare nei loro campi nemmeno un grammo di concimi e pesticidi chimici di sintesi, e delle oltre 8.000 imprese che trasformano la materia prima prodotta da più di un milione e mezzo di ettari (oltre il 12% della superficie agricola complessiva italiana), un settore virtuoso con circa 250mila addetti, in gran parte composto da giovani e donne istruiti, dinamici e fortemente impegnati.”

In qualità di organizzazione che rappresenta tutti gli attori della filiera biologica, FederBio si dichiara pronta a portare il proprio contributo per la redazione del Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica e i prodotti biologici da aggiornare annualmente come previsto dal DDL. Il Piano dovrà essere coerente all’obiettivo di favorire la conversione al biologico delle imprese agricole e agroalimentari, di rafforzare l’organizzazione della filiera, di incentivare il consumo, di potenziare il sistema di controllo e, non da ultimo di incentivare la ricerca e l’innovazione. FederBio è inoltre già impegnata ad aprire il cantiere per un organismo interprofessionale unico per il settore, in linea con i parametri indicati dal testo approvato ieri.

Il biologico italiano

L’incidenza del comparto biologico in Italia fotografa un paese sempre più cosciente delle potenzialità e dei benefici che questo tipo di agricoltura porta con sé.

L’Italia è infatti il sesto Paese al mondo per superficie sottratta all’uso dissennato della chimica in agricoltura, il nono per incidenza dell’agricoltura biologica rispetto a quella complessiva e per tasso d’incremento delle superfici biologiche.

In Europa, l’Italia detiene il primato per numero di aziende agricole biologiche e, a livello internazionale, è il settimo mercato mondiale per consumo di prodotti biologici. Leader mondiale per quantità di prodotti biologici al mondo, l’Italia è al primo posto per la produzione di agrumi biologici, al secondo posto al mondo per l’apicoltura e per la produzione di ortaggi, di uva e di olive, al terzo posto per la produzione di frutta, al quarto posto per le leguminose.

Leggi l’approfondimento a cura di Federbio


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