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19 gennaio 2010

Emergenza inquinamento nelle città italiane nel Dossier di Legambiente

I dati sulla qualità dell’aria, contenuti nel Dossier “Mal’aria di città 2010”, dimostrano che in Italia il problema dell’inquinamento atmosferico è tutt’altro che risolto. Ad esempio, 57 città su 88 monitorate superano i limiti legali per le polveri sottili.

L’inquinamento atmosferico è nel nostro Paese di difficile soluzione. Dal Dossier di LegambienteMal’aria di città 2010” (pdf) emergono dati allarmanti sull’inquinamento cittadino.

Nello studio dell’associazione si legge che ad insidiare la salute dei cittadini siano le polveri sottili: 57 città su 88 monitorate, infatti, superano il limite previsto per legge.
Al primo posto della classifica delle città più inquinate c’è Napoli, dove si registrano 156 superamenti del limite medio giornaliero pari a 50 microgrammi/metro cubo, seguita da Torino (151), Ancona (129) e Ravenna (126). Si tratta di valori veramente elevati se si tiene conto che per legge in un anno sono consentiti al massimo 35 giorni di superamento.
Nelle regioni del Nord si registrano i valori più critici: tutti i capoluoghi monitorati della Lombardia e dell’Emilia Romagna hanno superato il limite previsto dalla legge, in Piemonte 7 su 8 monitorati e in Veneto 6 su 7.

Oltre alle polveri sottili, anche il livello di ozono ha fatto registrare nei mesi estivi livelli da record.
Più della metà delle città monitorate nel 2009 hanno superato il limite previsto da quello per la protezione della salute umana entrato in vigore dal 1 gennaio 2010 (120 microgrammi/metro cubo da non superare per più di 25 giorni in un anno). Su 50 città monitorate, infatti, 32 superano questo limite. L’area più critica è la pianura Padana con ben 8 città tra le prime 10 per superamenti dei valori di legge.

Anche le grandi città non rientrano nei limiti stabiliti: Milano (51), Genova (46), Bologna (42), Torino (40) e Roma (43). E a livello regionale la maglia nera va ancora una volta alla Lombardia dove 9 città su 10 monitorate superano di oltre 25 volte il limite di legge.

Legambiente insiste su mobilità sostenibile e impianti industriali meno inquinanti al fine di superare l’emergenza smog, sottolineando come sia necessario intervenire sull’industria, sulla produzione energetica e sui trasporti per rendere più pulita l’aria che respiriamo. “Sono le fonti di emissione che quotidianamente riversano nell’aria grandi quantità di sostanze inquinanti”, si legge nel documento, le principali cause di inquinamento.

Settore industriale ed energetico sono “responsabili del 26% delle emissioni di Pm10 (materiale presente in atmosfera sotto forma di particelle microscopiche), del 23% di NO2 (perossido di azoto ipoazotide), 79% di SOx (emissioni delle navi) e 34% di idrocarburi policiclici aromatici rispetto al totale nazionale”.

A parere di Legambiente si possono attuare almeno due interventi senza il bisogno di impegnare ingenti risorse economiche: rendere il trasporto pubblico di superficie più fluido, estendendo la rete delle corsie preferenziali, e adottare un pedaggio urbano per le aree più congestionate dal traffico. Si tratta di “trovare un prezzo di mercato equo per un bene assai scarso (lo spazio urbano) che fino a oggi è stato ‘offerto’ gratuitamente agli automobilisti”.

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